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About L'Intervallo Salesiano

Il giornale dei salesiani di Caserta L'Intervallo Salesiano rappresenta una fantastica realtà della Casa Salesiana di Caserta e si propone come periodico d'informazione on-line per i principali eventi salesiani e non. Nasce quasi 10 anni fa con il giornalino "L'Intervallo" per poi sbarcare 4 anni fa sul web sotto il nome dell'IntervalloSalesiano.org

A teatro con Boccaccio

Musica&Spettacolo

26 novembre 2019. Fare scuola in modo diverso è  andare una mattina a teatro per vedere la rappresentazione di uno dei romanzi umoristici più famosi della letteratura: sul palco del Teatro Don Bosco di Caserta, hanno preso vita, nelle sembianze degli attori della Compagnia la Mansarda, i personaggi di alcune novelle del capolavoro trecentesco definito anche “commedia umana”, perché è raccontata la realtà dell’uomo, così come essa è: il Decameron (o Decamerone, “opera di dieci giorni’) è una raccolta di cento novelle scritta da Giovanni Boccaccio nel XIV secolo. Il libro narra di un gruppo di giovani, sette donne e tre uomini, che per dieci giorni si intrattengono fuori da Firenze, per sfuggire alla peste nera che in quel periodo si era abbattuta sulla città, raccontandosi storie. Una delle più importanti rese cinematografiche di quest’opera è stata realizzata nel 1971 da Pierpaolo Pasolini, che nel suo “Decameron” scelse il nostro borgo di Casertavecchia come ambientazione di alcune novelle. Per omaggiare l’opera del Pasolini, la compagnia casertana “La Mansarda, teatro dell’orco” si è prima dedicata alle rappresentazioni itineranti di quelle novelle, proprio nei luoghi del borgo che Pasolini volle per il suo film, e adesso alla trasposizione di queste su di un palco: noi studenti del #LiceoSalesianiCaserta abbiamo potuto assistere alla drammatizzazione di ben otto novelle, e ridere di gusto con alcuni dei personaggi più divertenti e controversi del romanzo, come Fra Cipolla, Peronella, Lisabetta da Messina e Masetto da Lamporecchio.

Annarita Iodice 4º Classico

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Un diritto chiamato libertà

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25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: una data che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato come ricorrenza, invitando i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività di sensibilizzazione sociale. Gli stereotipi che hanno caratterizzato fin dall’antichità l’immagine femminile sono innumerevoli. Se sfogliamo i libri di storia individuiamo già nel Codice di Hammurabi (XVIII secolo a.C), l’idea della donna, come «proprietà del marito e la figlia nubile di proprietà del padre.

Anche nell’antica Grecia imperante è la concezione della subordinazione della donna all’uomo: Platone ne “La Repubblica” la descrive come essere inferiore all’uomo; Aristotele nei trattati “Fisica” e “Politica” ne giustifica la sottomissione, sostenendo che essa è «per natura più debole dell’uomo». Pitagora  nella tragedia “Ippolito” vede la figura muliebre generata «dal principio cattivo che creò il caos e le tenebre» e due secoli dopo Euripide  la definisce  «il peggiore dei mali».  Con la caccia alle streghe, che confessano colpe mai commesse sotto torture crudeli e disumane, giungiamo a discriminazioni che con la follia hanno davvero ben poco a che vedere. Così le donne continuano a indossare abiti fatti di lividi sino ai tempi recenti in cui il femminicidio sembra essere diventato la normalità. Non si tratta, tuttavia di delitti passionali, la parola passione ha un altro significato: dal lat. passio -onis, der. di passus, part. pass. di pati «patire, soffrire»],  indica la condizione di passività da parte del soggetto, che si trova sottoposto a un’azione o impressione esterna e ne subisce l’effetto sia nel fisico sia nell’animo. Di passione nei crescenti episodi delittuosi, pertanto, non c’è nulla, l’amore e la passione sono ben altra cosa. Semmai ci sono il possesso, il dominio, che scatenano orgoglio, gelosia, rabbia: il possesso mancato da parte di un uomo su una donna, il dominio perso dal marito/padre su quelle che considerano loro “proprietà”. Mariti e fidanzati che uccidono perché il loro “possesso” viene messo in discussione, padri che uccidono le loro figlie  per aver rifiutato un matrimonio imposto o perchè compiono scelte di vita diverse. “Sono scivolata sul tappeto” o “sono caduta dalle scale”, bugie dette per paura, terrore, vergogna, immagini di vite frantumate riempiono ormai la maggior parte dei rotocalchi quotidiani.
Una corsa ad ostacoli quella della parità di genere che fatica ad avanzare, nonostante le quote rosa, i decreti attuativi del Jobs act, i propositi del quinto Obiettivo dell’Agenda 2030. Nessun Paese al mondo si avvicina ai Sustainable development goals (Sdg) ossia agli obiettivi di sviluppo sostenbile fissati dalle Nazioni Unite, tra cui  anche la parità di genere. A guidare la classifica mondiale 2019 si trova la Danimarca, paese con meno discriminazioni mentre l’Italia è 19esima. Il problema secondo molti studiosi è culturale: occorre un percorso formativo che sin dalla primissima età, educhi donne e uomini e che faccia comprendere loro che è un dovere e atto d’amore verso se stesse, non chiudere nel silenzio la violenza e che non è l’identità sessuale maschile a “fare la differenza” in quanto in un rapporto basato sulla stima e sul rispetto, se ne può trarre ricchezza reciproca. Purtroppo il paradosso, oggi, è ancora quello che si insegna alle donne come difendersi, quando al contrario si dovrebbe soprattutto educare l’uomo a rispettare la libertà di scelta di ogni donna.

Chiara Mastroianni 4º Classico

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La gita delle castagne, ricordando don Bosco

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Quest’anno la gita delle castagne per noi studenti della scuola superiore si é svolta presso il parco del Grassano, perla naturalistica immersa nella suggestiva valle telesina tra caratteristici paesini: per rilassarci lontano dalle lezioni in aula, abbiamo camminato in quest’oasi all’insegna della spensieratezza e dello svago, una bella passeggiata intervallata dal momento di preghiera e dalla distribuzione delle castagne per ricordare il miracolo che compì don Bosco.
Nel giorno della commemorazione dei defunti, il Santo portò i giovani del proprio oratorio presso il cimitero della città promettendo che al ritorno ci sarebbero state castagne per tutti. Mamma Margherita ne mise a bollire soltanto tre o quattro chili, non bastavano di certo per tutti quei ragazzi! Eppure centinaia di occhi incantati fissarono quella cesta che sembrava non svuotarsi mai: ce ne fu per tutti. Con le mani piene di castagne, i ragazzi gridarono “Don Bosco è un santo”: da allora ogni anno, in ogni oratorio e scuola salesiano si ricorda questo miracolo.

Rita Belladonna 4º Classico

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Come nasce un libro…

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Tra le giornate dedicate all’Alternanza Scuola Lavoro, quella presso la casa editrice “Guida Editore” (Pozzuoli) è stata di notevole interesse per noi studenti del liceo classico: abbiamo appreso come nasce un libro e le varie fasi di lavorazione fino alla sua pubblicazione.
Il testo di uno scrittore, da lui pensato, ideato, creato diventerà “libro” solo dopo la revisione di editor e correttore di bozze che “preparano” il dattiloscritto per la stampa.
Per raccontarci di come nasce l’idea di un racconto, è stata invitata l’avvocatessa e scrittrice Elena Ruggero, autrice del thriller “Domus occulta- un’avvocatessa in bilico tra tacchi e punte”, storia autobiografica, ispirata dall’incontro con una donna, sua cliente, vittima di un abuso sessuale, e così sconvolta da non ricordare i dettagli dell’abuso. Le due donne intraprenderanno insieme un viaggio tra i cunicoli di Napoli e il loro inconscio (da qui il titolo “domus occulta”) inseguendo indizi per risolvere il caso, esplorando l’essenza della femminilità, e dunque della loro consapevolezza. Ispirato a una storia vera, il romanzo intreccia l’elemento ”noir” con elementi introspettivi, dunque di psicologia.
L’esperienza in una casa editrice è stata così entusiasmante che noi studenti abbiamo richiesto altri incontri con autori ed esperti del settore editoriale.

Fabiana Falco 4º Classico

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L’Orchestra Don Bosco

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Cosa significa far parte dell’Orchestra Don Bosco? Ore ed ore di prove.
L’impegno di tutti noi componenti dell’orchestra è notevole, anche perché non ci è concesso trascurare lo studio, quindi ci destreggiamo tra ore in sala prove ad eseguire brani musicali e ore in aule studio a prepararci per la versione di greco o l’interrogazione di matematica del giorno seguente. Ogni giorno mettiamo un enorme impegno per restare membri di quest’orchestra, anche quando il nostro entusiasmo si affievolisce perché ci sentiamo “stanchi morti” o perché si è preso un brutto voto a scuola.

Significa far parte di un insieme di 70 ragazzi di età diverse ed ognuno con la propria esperienza di vita. Significa lavorare con il maestro Enzo Anastasio e imparare ad eseguire gli arrangiamenti dei brani che ci propone. Significa vedere i nostri docenti e i nostri genitori orgogliosi di noi alla fine di ogni esibizione. Significa fare mille esperienze, che non avremmo mai fatto altrimenti, come poter fare del bene ad altri semplicemente con la nostra passione per la musica. Per chi volesse assistere alle nostre esibizioni e sostenere le nostre iniziative, ecco le prossime date: il 15 dicembre al Complesso di S.Chiara a Napoli; il 18 dicembre presso i Salesiani  a Napoli alle 17; il 30 dicembre presso la parrocchia Del Buon Pastore a Caserta; il 4 gennaio presso l’Istituto penale minorile ad Airola. 


Angelica Faraone 2° Classico

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Talenti in palcoscenico

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Il 25 Novembre si svolgerà, presso il teatro Don Bosco di Caserta, il tradizionale contest artistico dedicato a Santa Cecilia, patrona della musica, degli strumentisti e dei cantanti. Un grande momento di spettacolo organizzato e ormai collaudato da tanti anni nella nostra scuola di grado superiore e assai atteso da tutti noi studenti: una tradizione alla quale i Salesiani tengono molto, poiché Don Bosco diceva che “una casa senza musica è come un corpo senza musica”. Durante questo talent gli studenti hanno la possibilità di mettersi in gioco e mostrare il proprio lato estroso che non sempre è possibile far emergere in aula, tra i banchi di scuola. C’è chi balla, chi canta, chi suona, e se anche tu hai un talento nascosto non aver paura di mostrarlo, lanciati e mostra a tutti quel che sai fare.

Michela Altarelli 3° Classico

 

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#infarmaciaperibambini

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“La cosa più bella che puoi fare per te è fare qualcosa per gli altri”, sosteneva Madre Teresa di Calcutta, missionaria che ha speso la sua vita a servizio dei più poveri e bisognosi.
Il 20 novembre, con la XXX “Giornata Mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 2019”, è tornata nelle farmacie, l’iniziativa della Fondazione Francesca Rava #infarmaciaperibambini, volta alla raccolta di farmaci che aiuta i minori in condizione di disagio in Italia e nel mondo. Molte le parole  pronunciate quotidianamente sui diritti dei bambini, tanti ancora oggi non tutelati, come quello alle cure mediche. In Italia, infatti, molti fanciulli e ragazzi vivono lontani dalle loro famiglie e si trovano in situazione di povertà sanitaria. Nel 2018, secondo i dati Istat, l’incidenza della povertà assoluta fra i minori è stata pari al 12,6%, più di 1 su 10 (1 milione 260mila).
Ormai alla settima edizione, la Campagna di sensibilizzazione sarà orientata alla raccolta di farmaci, alimenti e prodotti pediatrici. 2.500 i volontari, in 2.000 farmacie italiane, impegnati allo scopo di compiere donazioni a  circa 600 Case Famiglia, Comunità per minori, Enti che aiutano nuclei familiari in difficoltà. Anche la casa famiglia dei Salesiani di Caserta, insieme alla Fondazione Rava, raccoglierà farmaci per l’iniziativa #infarmaciaperibambini presso la Farmacia S. Anna di Piazza S. Anna di Caserta. Un evento di grande valore, un aiuto concreto a favore di tanti bimbi e adolescenti meno fortunati. Nella scorsa edizione 1.780 sono state le farmacie sul territorio nazionale che hanno aderito e insieme all’aiuto di  altre aziende  è stato possibile raccogliere 201.084 prodotti che sono stati donati a 554 Enti beneficiari. Rendiamoci ambasciatori dei diritti dei bambini! Un piccolo gesto di solidarietà può fare la differenza, un atto di generosità può cambiare il mondo.

Chiara Mastroianni 4º Classico

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Un Muro lungo 28 anni

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Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro. 30 anni avevano atteso milioni di persone prima di riversarsi a Berlino e festeggiare il crollo della cortina di ferro che contrapponeva due blocchi geo-politici opposti. Cemento e filo spinato, legami di sangue e vincoli di amicizia spezzati per 28 lunghi anni, vite separate per tanti giorni della nostra storia. Una folla esultante che ha segnato la fine di un era, ma non la fine dei muri. 6000 sono i chilometri di barriere innalzati negli ultimi dieci anni nel mondo, ha affermato Tim Marshall: tra Botswana e Zimbabwe, tra Grecia e Macedonia, tra Arabia Saudita e Yemen, tra Stati Uniti e Messico, tra Serbia e Ungheria, nella stessa Europa sbarramenti e confini imprigionano il pensiero degli uomini. Ci si rende conto quotidianamente dell’avvento inarrestabile e preponderante del cemento ideologico. Concetti quali razionalità, dialettica, oggettività, valore, sono ormai parole svuotate di significato. Gli “ismi” sembrano ormai rappresentare la malta che sorregge e favorisce la tenuta dei mattoni dell’intolleranza e della divisione. Una calcificazione dell’idea di libertà che alimenta sempre più la rinascita di sentimenti sovranisti e nazionalisti. Una drammatica tendenza che sta cancellando l’idea cartesiana della libertà non come un puro e semplice «libero arbitrio d’indifferenza», ma come impegnativa e concreta scelta di cercare la verità tramite il dubbio, o il principio kantiano dell’uomo che nel suo comportamento morale si sente responsabile delle sue azioni. Che l’uomo abbia perso la sua libertà di scelta? Esiste ancora la possibilità di compiere un’inversione di tendenza? Si può ancora contrastare la negazione del pensiero? Siamo sicuramente  ancora in grado di rigenerare il pensiero critico per comprendere le motivazioni di ciò che accade per porre in essere strumenti in grado di analizzare il passato e comprendere il presente.

Chiara Mastroianni  4º Classico

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l’Istituto Sacro Cuore di Maria a fianco di #ioleggoperché

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Anche quest’anno con la maratona di #ioleggoperché, la grande raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche, è ripartita l’iniziativa nazionale di promozione della lettura organizzata dall’Associazione Italiana Editori.
Letture di passi scelti da classici della letteratura, incontri con autori, convegni, interviste ad autori, editori, professori, studenti, lettori, spettacoli e rappresentazioni teatrali caratterizzeranno l’iter dell’impegnata mobilitazione nazionale. Tutto questo è possibile grazie all’energia, all’impegno e alla passione di insegnanti, studenti e del pubblico che ogni anno contribuisce al successo di #ioleggoperché. Finora sono stati donati alle scuole oltre 600.000 libri, che hanno arricchito il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche italiane. Da sabato 19 a domenica 27 ottobre, è stato possibile acquistare libri da donare alle scuole, ed anche il nostro Istituto Salesiano è sceso in campo perchè come affermava Cesare Pavese “leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati…parole che risuonano in una zona già nostra, ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”. Genitori, parenti, amici, sostenitori, tutti invitati a partecipare agli eventi, ma soprattutto a donare al nostro Istituto un libro magari con dedica, che andrà ad arricchire la nostra biblioteca scolastica. Noi leggiamo e voi?

Chiara Mastroianni IV Classico

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La festa della legalità

Dedicata a tutte le persone che si sono schierate contro la criminalità organizzata e che hanno perso la propria vita per mano della camorra

Per il rientro di sabato 16 Marzo è stato proposto agli alunni della scuola Media un’attività formativa riguardo la “Giornata della Legalità”, per onorare la memoria delle tantissime vittime cadute sotto i colpi di mafia, ‘ndrangheta, camorra o qualsiasi altra forma di associazione delinquenziale organizzata. Le classi si sono riunite nel Salone Mamma Margherita per dedicare un momento di riflessione al concetto di legalità e alla figura di don Peppino Diana. Alcuni alunni di terza media si sono alternati nella lettura di un testo sul perché è stata istituita in Campania la Giornata della Legalità e sull’impegno di don Diana nel nostro territorio.

Dal 2013, infatti, per celebrare il ricordo del sacerdote di Casal di Principe ucciso dalla camorra casalese, la Regione Campania ha dichiarato il 19 marzo “festa della legalità”: giornata dell’impegno e della memoria, nel corso della quale le istituzioni scolastiche sono invitate a programmare iniziative a favore della legalità, contro ogni tipo di mafia e di violenza.

Altri alunni di terza media hanno introdotto due video per far conoscere la storia e l’opera di don Diana: il documentario “Don Giuseppe Diana (per amore del mio popolo non tacerò)”, di Martin Di Luca, e “Campo estivo sui beni confiscati alle mafie”, quest’ultimo riporta esempi di cosa si può fare nei terreni sottratti alla camorra e restituiti alla comunità.

Nel documentario di Martin Di Luca, del 2010, sono raccolte le testimonianze di chi ha conosciuto don Peppino Diana, come la sua mamma, e i suoi parrocchiani; il commento di Roberto Saviano, scrittore e giornalista minacciato anche lui dalla Camorra, infatti vive sotto scorta; spezzoni dalla trasmissione televisiva “Blu notte”, condotta dallo scrittore Lucarelli, che ricostruì l’assassinio di don Giuseppe Diana. Il documentario è dedicato anche a Peppino Impastato, altra vittima della Mafia, per questo motivo nel filmato è stata inserita la canzone “100 passi”, dei Modena City Ramblers, perché fa appunto riferimento al giovane siciliano che viveva a 100 passi dalla famiglia mafiosa alla quale si ribellò, e fu poi brutalmente ammazzato.

Al termine della visione, tutti gli alunni sono stati invitati a riflettere sul significato di “legalità”, sono stati distribuiti post-it colorati su cui scrivere la propria riflessione, e quindi esposti il 19 Marzo, su una bacheca all’ingresso della scuola, come omaggio alla figura di Don Peppe Diana.

Il problema Mafia è purtroppo ancora attuale, ma resta la speranza di estirparla definitivamente dai nostri territori educando i giovani alla legalità e più in generale al rispetto delle regole.

In Italia esistono molte associazioni antimafia, come la napoletana “Associazione Studenti contro la Camorra”, costituita da giovani volontari che organizzano eventi, seminari e campagne di vario genere,  ma  il loro impegno si concentra soprattutto nelle scuole, parlando di legalità, partecipazione e cittadinanza attiva; oppure come l’associazione presieduta da don Luigi Ciotti, “Libera”, che coordina più di 1600 realtà nazionali e internazionali che si occupano in vario modo del contrasto alla criminalità organizzata, promuovendo i diritti di cittadinanza, la cultura della legalità democratica e la giustizia sociale, valorizzando la memoria delle vittime di mafie, contrastando il dominio mafioso del territorio.

Paolo Manna

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Ricordando il 31 Gennaio

Don bosco muore il 31 gennaio del 1888 e in Paradiso aspetta i “suoi giovani”: non soltanto quelli conosciuti durante la sua vita, ma tutti noi che percorriamo il cammino da lui tracciato, perché chi segue i suoi insegnamenti sa di agire per il bene sociale, che è il nostro paradiso terreno. Con questo sentimento, alcuni tra gli studenti del liceo hanno dato un contributo al “buongiorno delle Medie”, raccontando come la vita di certi ragazzi sia cambiata in meglio dopo aver conosciuto san Giovanni Bosco. Gli alunni della scuola Media e Primaria hanno partecipato al contest espressivo-artistico “il mio don Bosco” e al minitorneo sportivo, ma anche i ragazzi dei liceo si sono divertiti con la tradizionale “caccia al tesoro”: il 31 gennaio si fa festa per ricordare un padre, un maestro, un amico. La mattinata di giochi si è conclusa con la Santa Messa celebrata dal vescovo Giovanni D’Alise e dal nostro direttore Don Gino Martucci, presso la Cattedrale di San Michele Arcangelo: il sogno di don Bosco è stato quello di educare al bene, perciò i docenti di tutti i plessi hanno preso parte a un momento coreografico con l’intento di mostrare quanti educatori salesiani e laici, seguendo la strada tracciata da un “sognatore”, rendano ancora possibile questo progetto educativo. La messa è stata animata anche dalla musica eseguita da alcuni studenti della nostra scuola e dai cori intonati da tutti. Alla messa serale, celebrata da don Gino, nel Santuario salesiano, è stata riproposta la coreografia dei docenti, e ne hanno preso parte anche gli animatori e i cooperatori, oltre ad aver rinnovato il loro impegno di fronte alla comunità. I festeggiamenti si sono conclusi domenica 3 febbraio, con la messa in Santuario celebrata dal parroco di sant’Anna – ma con un’altra coreografia, quella delle ballerine della scuola di danza Enjoy – e con i giochi in cortile per tutti i bambini e ragazzi che frequentano l’oratorio!

Nicolò D’Ambra

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La Notte Bianca ai Salesiani di Caserta, duecento volte grazie!

Sono stati duecento gli studenti del nostro liceo coinvolti nell’organizzazione della “notte bianca”, che si è svolta lo scorso venerdì 11 gennaio, presso il nostro istituto, in contemporanea con tutti i licei classici d’Italia. L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Istruzione, è arrivata alla sua quinta edizione, ed è nata per promuovere il valore della cultura umanistica. La serata ha visto la partecipazione di oltre cento famiglie che hanno assistito con entusiasmo a letture sceniche e rappresentazioni teatrali svoltesi nelle aule ad opera degli studenti coadiuvati dai docenti. Alle 18:00 si è dato inizio alla manifestazione con la proiezione del cortometraggio, in visione nazionale, sull’importanza di frequentare il liceo classico. In occasione dell’evento, gli organizzatori de “La notte nazionale del liceo classico” hanno lanciato un concorso di scrittura: “Quella mattina, come sempre, stavo andando a scuola. Ma la solita strada, le solite case, i soliti negozi, era come se non li ritrovassi più. Uomini in chitone o in clamide e donne in lunghi pepli mi camminavano accanto…”, questo l’incipit del testo da redigere, ed è stato scelto per partecipare al concorso e per aprire la serata, il componimento di Martina Farina, studentessa del nostro liceo classico. Prima tappa del percorso l’osservazione delle stelle, attraverso l’apposita strumentazione di cui dispone il nostro istituto. Stelle, “buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito” come scriveva Confucio, il tema portante della serata che, dagli albori della civiltà hanno destato stupore nelle popolazioni antiche specie presso gli antichi greci. Hanno fatto seguito la rappresentazione del “Mito della Caverna” di Platone, alcuni passi dell’Iliade di Omero e ancora versi dall’Inferno di Dante, sonetti di Shakespeare, sino ad arrivare alla prosa manzoniana dei Promessi Sposi. Accattivanti scenografie, giochi di luce ed effetti sonori hanno impreziosito la serata resa possibile dagli studenti del liceo classico, con la partecipazione straordinaria di studenti degli altri due indirizzi, liceo scientifico tradizionale e quello sportivo. Duecento volte grazie!

Chiara Mastroianni

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