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About L'Intervallo Salesiano

Il giornale dei salesiani di Caserta L'Intervallo Salesiano rappresenta una fantastica realtà della Casa Salesiana di Caserta e si propone come periodico d'informazione on-line per i principali eventi salesiani e non. Nasce quasi 10 anni fa con il giornalino "L'Intervallo" per poi sbarcare 4 anni fa sul web sotto il nome dell'IntervalloSalesiano.org

CASERTAttualità

Anche la nostra scuola ha aderito alla protesta

#noisiamoinvisibiliperquestogoverno

Le scuole paritarie continuano ad essere discriminate nonostante per legge siano state equiparate a quelle pubbliche da decenni: dopo due mesi e mezzo di lockdown, il Governo ha escluso la scuola paritaria dai finanziamenti previsti nel decreto Ri-lancio. L’emergenza sanitaria ha messo in crisi l’economia di molte famiglie e le scuole che si sostengono con il pagamento di rette dei propri iscritti non riceveranno un aiuto adeguato! Eppure, le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico, permettendo al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro ad alunno. Si chiede, quindi, al Governo di assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa. Nella Costituzione è scritto che si ha diritto a scegliere che tipo di Formazione ricevere, ma questo diritto è ora fortemente a rischio. In Italia sono più di 13 mila gli istituti scolastici che rientrano nel mondo delle scuole paritarie, in cui lavorano circa 200 mila docenti e non docenti e sono frequentati da oltre 800mila alunniAbbiamo dato voce ad alcuni di questi alunni, che frequentano la seconda media del nostro Istituto:

Valentino Piscitelli, 12 anni, 2ª A
Cosa significa essere allievo di Don Bosco?L’ambiente scolastico e i professori mi hanno fatto sentire sempre molto sicuro e sereno, anche nelle giornate più faticose. Gli insegnanti che ci fanno vivere un clima gioviale, fornendoci un’ottima preparazione. Perché i miei genitori hanno scelto questa scuola? Già conoscevano l’Istituto perché molto noto, ne condividono il metodo e le idee, e ad oggi sono soddisfatti e orgogliosi che il proprio figlio si formi e si istruisca presso un ambiente così attento alla Formazione di ciascun individuo e alle relazioni sociali

Francesco Misso, 12 anni, 2ª A
Come mi sento ad essere un alunno di Don Bosco?Essere allievo di Don Bosco e frequentare l’Istituto Salesiano ha rafforzato la mia autostima, ma pensare che il Governo non concede aiuti alla mia scuola mi rattrista molto. Ho chiesto a mio padre perché ha scelto questa scuola per me:L’ho scelta per la valida offerta formativa e per i vari ambienti dedicati all’apprendimento, come i laboratori di arte, musica, tecnologia; ma anche e soprattutto per la cura delle relazioni sociali.

Chiara Sabatino, 12 anni, 2ª A
Perché io e i miei genitori abbiamo scelto questa scuola? I miei genitori hanno voluto iscrivermi alla scuola salesiana perché apprezzano il metodo educativo di Don Bosco, io ho deciso di frequentarla per ciò che offre, come i laboratori pomeridiani, gli spazi di gioco, lo studio assistito e tanto altro. Come mi sento ad essere un’allieva di Don Bosco? Mi sento parte di una famiglia, e se mi servisse aiuto sono certa che qui lo troverei sempre!

Roberto Cioffi, 12 anni, 2ª A, ha chiesto alla madre di motivare la scelta di questa scuola: Quando mi sono trovata di fronte alla scelta tra scuola pubblica o privata, ho valutato le due opzioni e ho scelto questa scuola per due motivi principali: per come è organizzata la giornata scolastica e per la presenza di doposcuola, mensa, attività extra curricolari che garantiscono un percorso di crescita globale. La scuola ha spazi curati e puliti, aule ampie, campo da calcio e basket, l’offerta formativa è all’avanguardia anche sotto l’aspetto linguistico (clill) e digitale (Lim e progetti sulla video scrittura), e poi c’è il teatro, la mensa con menù predisposti da nutrizionisti e il progetto psicologico sulle emozioni, gli sportelli per l’approfondimento delle varie materie predisposto dai singoli docenti, le visite guidate e viaggi di istruzione. Ma soprattutto perché è la scuola di don Bosco: una scuola a carattere religioso dove l’accoglienza, il sorriso e le regole vanno di pari passo. I ragazzi si sentono parte di un gruppo, di una famiglia allargata, tutti vengono accolti, nessuno può sentirsi solo, né escluso. Sono certa di aver fatto la scelta giusta oggi, per il futuro di mio figlio.

Camilla Milone, 12 anni, 2° A
Sono un’alunna del Istituto Salesiano Sacro Cuore di Maria, i motivi per cui ho scelto questa scuola sono tanti: gli ambienti, quelli destinati all’apprendimento come le aule e i laboratori (arte, tecnologia, musica, informatica), e quelli per divertirci e giocare all’aria aperta, ma soprattutto per il metodo di studio applicato dai nostri docenti. Oltre a conoscenze, abilità e competenze, è molto curato l’aspetto relazionale: noi studenti ci sentiamo parte di una famiglia, questo è tipico della scuola di Don Bosco, che permette di stringere amicizie e rafforzare i rapporti attraverso molte attività che svolgiamo durante l’anno. Uno dei motivi che maggiormente ha spinto i miei genitori ad iscrivermi in questo Istituto è stata la certezza che avrei studiato in un ambiente sicuro e accogliente, che offre una delle migliori istruzioni della città, che è attenta alla crescita emozionale di ogni singolo alunno: i professori oltre ad insegnare le varie discipline, ci educano secondo i principi di don Bosco.

Francesco D’Andrea, 12 anni 2° A
Sono felice di frequentare la scuola salesiana, perché qui ho trovato compagni di studio e di gioco; essere allievo di don Bosco significa compiere il proprio dovere con il sorriso! Ho chiesto ai miei genitori perché hanno scelto questa scuola: “Abbiamo scelto la scuola di Don Bosco per dare ai nostri figli un’educazione completa che potesse valorizzare la crescita della persona non solo dal punto di vista didattico, ma anche morale, sociale e spirituale. La scuola di Don Bosco per noi è una scuola stimolante, ben organizzata che offre numerose attività che consentono ai ragazzi di esprimere e sviluppare i loro talenti”.

Gennaro Natale. 12 anni, 2° A
Avevo sentito parlare molto bene di questa scuola da parenti che l’avevano frequentata, e quando sono entrato a far parte di questa grande famiglia salesiana, ho constato che ciò che mi era stato raccontato è vero: dopo due anni posso dire che la scelta della scuola è stata fatta dai miei genitori, ma ho scelto io di restarci per tutto ciò che questa scuola ogni giorno offre. Sento di far parte di una grande famiglia, quella di don Bosco: una famiglia dove valori come onestà, condivisione, amore per il prossimo viaggiano all’unisono. Ho chiesto a mia madre di motivare la scelta che ha fatto per me: “La scuola salesiana coniuga perfettamente studio e relazioni sociali. E’ da  tre generazioni che la nostra famiglia frequenta questo istituto. Per un genitore è difficile scegliere a chi affidare l’educazione dei propri figli, ma preferire la scuola salesiana è stata la scelta giusta. Faccio un particolare plauso alla mensa, in quanto varia ed equilibrata, e  allo studio assistito pomeridiano, perché non è un doposcuola, ma una palestra di Vita, dove si insegna a studiare autonomamente in un ambiente condiviso. L’istituto salesiano abbia fatto già suo da tempo il motto che è “uniti ce la faremo” è un motto che ben si addice a questa scuola: professori, personale ATA, Preside, Direttore, tutti, ma proprio tutti sempre insieme, sempre vicino alle famiglie e agli studenti.

 

 

 

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Caro don Bosco…

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Caserta, 31 Gennaio 2020

Caro don Bosco,
questo è il giorno in cui ci hai chiesto di non piangere, ma di fare festa e noi l’abbiamo fatta: i cortili della nostra scuola sono stati animati dalle voci e dalle risate dei bambini e dei ragazzi che hanno scelto di seguire i tuoi insegnamenti. La tua vita terrena è finita, ma “il tuo sogno resta vivo nel cuore di tutti noi che frequentiamo l’oratorio e la scuola”, cosi ti ha ricordato anche il direttore don Gino Martucci, durante questi giorni di preparazione alla tua festa. Come da tradizione, anche questa mattina, il vescovo di Caserta, Giovanni D’Alise, ha accolto nella cattedrale tutti gli studenti e i docenti del nostro Istituto, dalla primaria al liceo, e ha celebrato la Santa messa ricordando la tua energia positiva, il tuo carisma. Abbiamo danzato e cantato le tue lodi, e al rientro in Istituto abbiamo dedicato il resto della mattinata ai giochi, gli stessi che proponevi tu nel cortile di Valdocco. I nostri docenti ci hanno assistito mentre noi studenti del liceo animavamo i ragazzi delle medie e della primaria: il più grande aiuta il più piccolo, come in una famiglia, come ci hai insegnato tu.
Grazie per aver speso la tua vita per noi.

Angelica Faraone 2º Classico

 

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La cogestione nel nostro liceo

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Nel nostro Istituto Salesiano, nel mese di dicembre, è stata organizzata, come ogni anno, un’esperienza  di cogestione: due giorni ricchi di attività, laboratori, corsi e divertimento.
Nei giorni 18 e 19 dicembre, le lezioni sono state sospese per dare spazio a momenti formativi organizzati proprio da noi studenti in collaborazione con i professori, nostri supervisori. Grande successo hanno ottenuto i tornei di biliardino, tennis, ping pong, briscola, burraco, scopa, e molti sono stati i corsi proposti, tra i quali quello di Just dance, di AutoCad, di cucina, di teatro, di educazione alimentare, di logica, di Galateo, di prevenzione degli incendi, di introduzione alla politica.
Molti sono stati anche i progetti dedicati al cinema ed alla musica, come il CineForum, il laboratorio di canto e quello dei balli di gruppo. In Aula Magna è stato svolto anche l’orientamento universitario organizzato dai rappresentanti d’istituto.
Alcuni studenti talentuosi ci hanno reso partecipi della loro passione o della loro arte.
Molto interessanti sono state anche le conferenze dello psicologo dott. Elpidio Cerere, gli approfondimenti sulle dipendenze e sui cambiamenti climatici, gli incontri de “Il Caffè letterario” .
In questa due giorni, noi della Redazione L’intervallo Salesiano abbiamo raccolto impressioni, suggerimenti e proposte riguardo l’esperienza della  cogestione secondo compagni e professori.
Tutti sono d’accordo nell’affermare che la cogestione sia molto utile per rinsaldare i rapporti tra i ragazzi, fare nuove conoscenze, divertirsi tutti insieme, staccare un po’ la spina da giornate pesanti di studio che si affrontano nel periodo precedente alla cogestione. Un momento utilissimo per socializzare e partecipare ad attività interessanti che magari non si ha la possibilità di frequentare fuori scuola.
Anche per i professori la cogestione è vista come un’occasione positiva perché può portare ad ottimi risultati, se ben gestita dagli studenti.
Ogni attività è fonte di apprendimento e naturalmente i corsi, i laboratori, le diverse attività hanno offerto un notevole input per approcciarsi alle più svariate esigenze. Ci sono stati corsi molto istruttivi attraverso i quali è stato possibile imparare tante cose, ma gli aspetti forse più rilevanti sono stati quelli di dare spazio a noi studenti, offrirci l’occasione di esprimerci in quello che più ci piace fare, mostrando le nostre passioni e condividendole con i nostri coetanei. Inoltre con la cogestione si è creato un gratificante legame di continuità tra alunni e professori anche al di fuori delle lezioni. Tante iniziative, mirate a fare gruppo, a divertirsi, a fare sport, a trasmettere conoscenze e perché no… anche a chiarirci le idee sul nostro futuro lavorativo. Quest’anno i rappresentanti d’istituto hanno fatto di tutto per accontentare le innumerevoli richieste avute. Il bilancio dei risultati è più che positivo!

Chiara Mastroianni 4º Classico

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Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità

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Il 3 dicembre è la Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità, istituita nel 1982 dall’Onu: in numerose città Italiane si sono svolti eventi di sensibilizzazione e informazione sul tema dei diritti delle persone con disabilità (promossi dal FISH “Federazione Italia per il Superamento dell’Handicap”).
Il termine disabilità si riferisce a qualsiasi limitazione o perdita della capacità di compiere un’attività nel modo considerato normale per un essere umano, ma “quante persone disabili e sofferenti si riaprono alla vita appena scoprono di essere amate, e quanto amore può sgorgare da un cuore anche solo per un sorriso” afferma Papa Francesco in merito a questa giornata, ricordando che non esistono solo disabilità evidenti, ma anche quelle che “passano in secondo piano” perché “invisibili”, patologie disabilitanti temporanee o a lungo termine, come nel caso delle neuropatie o delle malattie autoimmuni, neurologiche, neuromuscolari.
Le persone affette da queste patologie,  i così detti “malati invisibili”, sono continuamente  costretti a giustificarsi perché la loro condizione viene spesso messa in dubbio, minando così anche la serenità mentale, già provata dalla malattia.
Questa giornata pone l’attenzione sull’accettazione e sull’uguaglianza, valori che non dovrebbero mai essere dati per scontati: ogni giorno dobbiamo batterci per i diritti di tutte le persone.
Annarita Iodice 4º Classico
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Fridays for future, studenti uniti per l’ambiente a Caserta

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Si è svolta anche a Caserta la quarta mobilitazione internazionale del movimento ambientalista “Fridays for future”. Nella mattinata del 29 novembre moltissimi studenti, e non solo, hanno preso parte al corteo per l’ambiente attraverso una protesta pacifica allo scopo di chiedere maggiori tutele per il Pianeta in cui viviamo.
La manifestazione, nata dall’idea di una giovane attivista svedese, Greta Thunberg, eletta dal Time persona dell’anno, è legata all’ultimo sciopero globale del 27 settembre scorso. L’evento è stato accolto positivamente dai tanti studenti accorsi che hanno nuovamente riportato all’attenzione delle autorità pubbliche uno dei temi più urgenti degli ultimi anni.
In una terra meravigliosa, ma anche purtroppo tristemente martoriata come quella campana, questo tema è fortemente sentito dalle giovani generazioni che hanno espresso il loro dissenso di fronte ai cambiamenti climatici degli ultimi anni e ai continui disastri ambientali che stiamo osservando nei nostri territori.
Eppure la Terra è il bene più importante che possediamo e il rispetto per l’ambiente significa assicurare un futuro migliore alla specie umana. Intanto lo scorso 25 novembre il Parlamento Europeo ha pianificato una risoluzione dell’emergenza climatica per l’intera Unione Europea attraverso la riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030.
Il “Green New Deal”, paventato dalla nuova Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che è stato sottoscritto ieri 11 dicembre, offre un concreto impegno verso il cambiamento. Speriamo che tutto questo non rimanga solo nero su bianco ma abbia un immediato e fattivo riscontro.

Chiara Mastroianni 2ºClassico

 

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Il pomeriggio a scuola, secondo i #salesiani

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Sempre più frequentemente si discute di tenere aperte le scuole anche nel pomeriggio, una proposta che vedrebbe i ragazzi trascorrere il proprio tempo in un ambiente in cui svolgere una serie di attività utili alla loro formazione e relazioni sociali. La scuola salesiana di Caserta da sempre è impegnata sul territorio in questo senso: scuola primaria e secondarie di primo e secondo grado non chiudono i cancelli terminate le lezioni, ma propongono ai propri studenti numerose attività laboratoriali, con gli intenti di far acquisire competenze e di far trascorrere il tempo in un luogo ricco di interessi e stimoli per una crescita armoniosa assieme agli altri. Oltre alle attività di servizio per l’Educazione alla fede (gruppo cresima, kerigma, animazione salesiana, movimento solidarietà) e alla possibilità di frequentare lo studio assistito e di usufruire del servizio mensa, le proposte dell’Istituto spaziano dal laboratorio teatrale a quello di Arte; dal corso di giornalismo a quello di regia, videomaking e fotografia; dal laboratorio di canto corale alla possibilità di imparare a suonare uno strumento musicale (violino, tromba, flauto traverso, sassofono, tastiera, chitarra, batteria e percussioni) e poter aspirare a far parte dell’Orchestra della scuola. L’Istituto, infatti, pur non essendo a indirizzo musicale, vanta un’orchestra composta da alunni di primaria, medie e liceo. Non vengono trascurate le lingue straniere con i corsi di inglese “Cambridge” e di spagnolo “Cervantes” con consegna di attestato a fine anno. Infine, non mancano le proposte coreutiche come danza classica, moderna, hip hop, e sportive come il calcio, perché “mens sana, in corpore sano”. Tutti i laboratori accompagneranno l’anno scolastico, concludendosi poi nel mese di Maggio con uno spettacolo. Non aspettate ancora, iscrivetevi!

Angelica Faraone 2ºClassico

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A scuola delle emozioni

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La scuola: un‘incubatrice della conoscenza e del progresso o prigione della creatività e dell’immaginazione?
 Noi ragazzi trascorriamo la maggior parte della nostro tempo tra i banchi di scuola, condividendo con i nostri compagni esperienze positive e negative, e apprendendo dai nostri docenti ciò che ci servirà per diventare adulti consapevoli; il percorso scolastico é fatto di alti e bassi, infatti spesso  veniamo caricati di immense aspettative e nel momento in cui non le soddisfiamo, ci sembra di aver fallito e aver deluso tutti coloro che hanno creduto in noi, ma non è così o almeno non dovrebbe esserlo.
L’ambiente scolastico può essere stressante, soprattutto quando si ambisce a determinati risultati: molto spesso c’è del malessere in noi, avremmo bisogno di uno sfogo, di un momento in cui, sentendoci liberi di parlare senza essere giudicati, possiamo metterci a nudo e lasciare uscire le nostre emozioni. Proprio per permetterci di fare ciò, periodicamente noi studenti dei #salesianiCaserta abbiamo la possibilità di confrontarci con uno psicologo, il dott. Elpidio Cecere: questa #scuoladelleemozioni ci fa sentire ascoltati, noi studenti veniamo coinvolti in diverse attività di gruppo e di riflessione, che ci permettono di dare libero sfogo alle nostre emozioni, senza sentirci giudicati, permettendoci di sentirci sereni nel contesto scolastico e di vivere questi anni com’è giusto che siano vissuti: come gli anni migliori della nostra vita.

Annarita Iodice 4º Classico

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Sulla mia pelle

Arte&Popcorn


Se ancora non lo avete visto, non aspettate altro tempo:  “Sulla mia pelle” è un film che suscita grande emozioni, soprattutto grazie all’attore protagonista (un irriconoscibile Alessandro Borghi, anche per i fan più accaniti) che è stato in grado di immergersi fino in fondo nel personaggio.  Il film è stato diretto da Alessio Cremonini, edito sulla piattaforma Netflix nel 2018, con Alessandro Borghi e Jasmine Trinca che interpretano rispettivamente Stefano Cucchi e la sorella Ilaria: sono raccontati gli ultimi giorni di vita del giovane in carcere, di come la sua morte sia diventata uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni, ma anche di come questo triste evento abbia completamente sconvolto la vita della sua famiglia, in particolare della sorella Ilaria. Il regista ha volto raccontare la storia di Stefano anche per le numerose morti verificatesi dal 22 ottobre 2009 (data della sua morte) fino al 31 dicembre dello stesso anno: i decessi in carcere furono stimati a 176. 
Può essere ancora più interessante da vedere in questo momento in cui si sono riaccese polemiche sul caso Cucchi per delle dichiarazioni più o meno discutibili da parte di un esponente politico.

Angelica Faraone  2ºClassico

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A teatro con Boccaccio

Musica&Spettacolo

26 novembre 2019. Fare scuola in modo diverso è  andare una mattina a teatro per vedere la rappresentazione di uno dei romanzi umoristici più famosi della letteratura: sul palco del Teatro Don Bosco di Caserta, hanno preso vita, nelle sembianze degli attori della Compagnia la Mansarda, i personaggi di alcune novelle del capolavoro trecentesco definito anche “commedia umana”, perché è raccontata la realtà dell’uomo, così come essa è: il Decameron (o Decamerone, “opera di dieci giorni’) è una raccolta di cento novelle scritta da Giovanni Boccaccio nel XIV secolo. Il libro narra di un gruppo di giovani, sette donne e tre uomini, che per dieci giorni si intrattengono fuori da Firenze, per sfuggire alla peste nera che in quel periodo si era abbattuta sulla città, raccontandosi storie. Una delle più importanti rese cinematografiche di quest’opera è stata realizzata nel 1971 da Pierpaolo Pasolini, che nel suo “Decameron” scelse il nostro borgo di Casertavecchia come ambientazione di alcune novelle. Per omaggiare l’opera del Pasolini, la compagnia casertana “La Mansarda, teatro dell’orco” si è prima dedicata alle rappresentazioni itineranti di quelle novelle, proprio nei luoghi del borgo che Pasolini volle per il suo film, e adesso alla trasposizione di queste su di un palco: noi studenti del #LiceoSalesianiCaserta abbiamo potuto assistere alla drammatizzazione di ben otto novelle, e ridere di gusto con alcuni dei personaggi più divertenti e controversi del romanzo, come Fra Cipolla, Peronella, Lisabetta da Messina e Masetto da Lamporecchio.

Annarita Iodice 4º Classico

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Un diritto chiamato libertà

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25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: una data che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato come ricorrenza, invitando i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività di sensibilizzazione sociale. Gli stereotipi che hanno caratterizzato fin dall’antichità l’immagine femminile sono innumerevoli. Se sfogliamo i libri di storia individuiamo già nel Codice di Hammurabi (XVIII secolo a.C), l’idea della donna, come «proprietà del marito e la figlia nubile di proprietà del padre.

Anche nell’antica Grecia imperante è la concezione della subordinazione della donna all’uomo: Platone ne “La Repubblica” la descrive come essere inferiore all’uomo; Aristotele nei trattati “Fisica” e “Politica” ne giustifica la sottomissione, sostenendo che essa è «per natura più debole dell’uomo». Pitagora  nella tragedia “Ippolito” vede la figura muliebre generata «dal principio cattivo che creò il caos e le tenebre» e due secoli dopo Euripide  la definisce  «il peggiore dei mali».  Con la caccia alle streghe, che confessano colpe mai commesse sotto torture crudeli e disumane, giungiamo a discriminazioni che con la follia hanno davvero ben poco a che vedere. Così le donne continuano a indossare abiti fatti di lividi sino ai tempi recenti in cui il femminicidio sembra essere diventato la normalità. Non si tratta, tuttavia di delitti passionali, la parola passione ha un altro significato: dal lat. passio -onis, der. di passus, part. pass. di pati «patire, soffrire»],  indica la condizione di passività da parte del soggetto, che si trova sottoposto a un’azione o impressione esterna e ne subisce l’effetto sia nel fisico sia nell’animo. Di passione nei crescenti episodi delittuosi, pertanto, non c’è nulla, l’amore e la passione sono ben altra cosa. Semmai ci sono il possesso, il dominio, che scatenano orgoglio, gelosia, rabbia: il possesso mancato da parte di un uomo su una donna, il dominio perso dal marito/padre su quelle che considerano loro “proprietà”. Mariti e fidanzati che uccidono perché il loro “possesso” viene messo in discussione, padri che uccidono le loro figlie  per aver rifiutato un matrimonio imposto o perchè compiono scelte di vita diverse. “Sono scivolata sul tappeto” o “sono caduta dalle scale”, bugie dette per paura, terrore, vergogna, immagini di vite frantumate riempiono ormai la maggior parte dei rotocalchi quotidiani.
Una corsa ad ostacoli quella della parità di genere che fatica ad avanzare, nonostante le quote rosa, i decreti attuativi del Jobs act, i propositi del quinto Obiettivo dell’Agenda 2030. Nessun Paese al mondo si avvicina ai Sustainable development goals (Sdg) ossia agli obiettivi di sviluppo sostenbile fissati dalle Nazioni Unite, tra cui  anche la parità di genere. A guidare la classifica mondiale 2019 si trova la Danimarca, paese con meno discriminazioni mentre l’Italia è 19esima. Il problema secondo molti studiosi è culturale: occorre un percorso formativo che sin dalla primissima età, educhi donne e uomini e che faccia comprendere loro che è un dovere e atto d’amore verso se stesse, non chiudere nel silenzio la violenza e che non è l’identità sessuale maschile a “fare la differenza” in quanto in un rapporto basato sulla stima e sul rispetto, se ne può trarre ricchezza reciproca. Purtroppo il paradosso, oggi, è ancora quello che si insegna alle donne come difendersi, quando al contrario si dovrebbe soprattutto educare l’uomo a rispettare la libertà di scelta di ogni donna.

Chiara Mastroianni 4º Classico

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La gita delle castagne, ricordando don Bosco

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Quest’anno la gita delle castagne per noi studenti della scuola superiore si é svolta presso il parco del Grassano, perla naturalistica immersa nella suggestiva valle telesina tra caratteristici paesini: per rilassarci lontano dalle lezioni in aula, abbiamo camminato in quest’oasi all’insegna della spensieratezza e dello svago, una bella passeggiata intervallata dal momento di preghiera e dalla distribuzione delle castagne per ricordare il miracolo che compì don Bosco.
Nel giorno della commemorazione dei defunti, il Santo portò i giovani del proprio oratorio presso il cimitero della città promettendo che al ritorno ci sarebbero state castagne per tutti. Mamma Margherita ne mise a bollire soltanto tre o quattro chili, non bastavano di certo per tutti quei ragazzi! Eppure centinaia di occhi incantati fissarono quella cesta che sembrava non svuotarsi mai: ce ne fu per tutti. Con le mani piene di castagne, i ragazzi gridarono “Don Bosco è un santo”: da allora ogni anno, in ogni oratorio e scuola salesiano si ricorda questo miracolo.

Rita Belladonna 4º Classico

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Come nasce un libro…

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Tra le giornate dedicate all’Alternanza Scuola Lavoro, quella presso la casa editrice “Guida Editore” (Pozzuoli) è stata di notevole interesse per noi studenti del liceo classico: abbiamo appreso come nasce un libro e le varie fasi di lavorazione fino alla sua pubblicazione.
Il testo di uno scrittore, da lui pensato, ideato, creato diventerà “libro” solo dopo la revisione di editor e correttore di bozze che “preparano” il dattiloscritto per la stampa.
Per raccontarci di come nasce l’idea di un racconto, è stata invitata l’avvocatessa e scrittrice Elena Ruggero, autrice del thriller “Domus occulta- un’avvocatessa in bilico tra tacchi e punte”, storia autobiografica, ispirata dall’incontro con una donna, sua cliente, vittima di un abuso sessuale, e così sconvolta da non ricordare i dettagli dell’abuso. Le due donne intraprenderanno insieme un viaggio tra i cunicoli di Napoli e il loro inconscio (da qui il titolo “domus occulta”) inseguendo indizi per risolvere il caso, esplorando l’essenza della femminilità, e dunque della loro consapevolezza. Ispirato a una storia vera, il romanzo intreccia l’elemento ”noir” con elementi introspettivi, dunque di psicologia.
L’esperienza in una casa editrice è stata così entusiasmante che noi studenti abbiamo richiesto altri incontri con autori ed esperti del settore editoriale.

Fabiana Falco 4º Classico

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