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L'Intervallo Salesiano è il blog della Casa Salesiana di Caserta e si propone come periodico d'informazione on-line per i principali eventi salesiani e non. Nato come giornalino della scuola, "L'Intervallo" è sbarcato già da qualche anno sul web come IntervalloSalesiano.org

Le regole del DPCM da Natale all’Epifania

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Quest’anno a causa della pandemia da Covid-19 abbiamo festeggiato il Natale osservando diverse restrizioni sociali, con l’obiettivo di limitare i contagi proprio durante queste feste che tradizionalmente trascorriamo in famiglia e accogliendo in casa amici e parenti. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha disposto in un nuovo DPCM le regole che qui vogliamo ricordarvi in quanto ancora valide per i giorni di Capodanno e di Epifania.

L’Italia è dichiarata zona rossa per i giorni di Natale, Capodanno ed Epifania  precisamente nei giorni: 24, 25, 26, 27 e 31 Dicembre, e nei giorni  1, 2, 3, 5 e 6 Gennaio; zona arancione  nei giorni feriali 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio. Il DPCM   vieta il tradizionale cenone con i parenti per attendere la mezzanotte, i pranzi  e le uscite insieme. Secondo il Presidente si potranno invitare  solo 2 persone non conviventi e una sola volta al giorno, portando l’autocertificazione, una regola che andrà a svantaggio per le famiglie numerose , le quali dovranno decidere chi invitare provocando tristezza e rabbia per non poter stare insieme. Resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5, sono bloccati anche gli spostamenti da una regione ad un’ altra che renderà difficile il rientro a casa degli italiani, i quali aspettano con ansia le festività natalizie per ritornare dai propri cari per rivederli, per abbracciarli, per condividere con loro speranza e gioia. Sono chiuse tutte le attività commerciali (negozi, centri estetici), fatta ad eccezione per i negozi alimentari e farmacie. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha adottato queste misure restrittive per tutelare la salute del popolo italiano evitando la terza ondata di COVID 19. Anche se questi provvedimenti possono sembrare  duri ed inopportuni, sono necessari per salvaguardare la nostra salute e quella della nostra famiglia . Speriamo che tutti questi provvedimenti possano  finire in breve tempo  e che, si ritorni alla normalità recuperando gioia e felicità.  BUON ANNO A TUTTI.

                                                                                                     Roberta Santarsiero 5° Classico

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La scuola al tempo del Covid

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Tra le tante problematiche legate al covid-19 grande rilievo, anche nel dibattito pubblico, hanno assunto quelle relative alla scuola. Disorientati dall’ansia del “contagio” e dai continui cambiamenti delle nostre abitudini, grande peso assumono nella vita di noi ragazzi le decisioni riguardanti la didattica. Pur ritenendo sufficientemente positiva l’esperienza della didattica a distanza perché consente di proseguire, in emergenza, il percorso scolastico e conservare il dialogo con gli insegnati, riscontriamo diverse difficoltà: mancanza di interazione ed empatia (con compagni, professori, ecc.); mancanza di concentrazione; organizzazione in autonomia degli orari giornalieri, ecc..

A tutto questo si aggiungono difficoltà specifiche per i diversi indirizzi scolastici. Mi riferisco, particolarmente, agli indirizzi con molte ore dedicate alle attività laboratoriali. Gli studenti del Liceo Scientifico ad indirizzo Sportivo, ad esempio, a causa della chiusura forzata dei luoghi nei quali svolgono solitamente le loro attività, non possono portare avanti i loro programmi specifici se non sostituendo le ore dedicate all’attività sportiva con la mera teoria. Così, si perdono tutte quelle occasioni di crescita e confronto tipiche dell’attività sportiva praticata. In sintesi lo strumento della DAD viene considerato dagli studenti positivo per proseguire almeno in parte il percorso formativo, ma carente di tutte quelle emozioni e competenze trasversali che emergono nella didattica in presenza. Speriamo di rientrare presto e al sicuro nel nostro Istituto.

                                           Angelica Faraone 3° Classico

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Il Covid e noi….

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4 marzo 2020, un giorno come tanti: ci siamo svegliati, lavati, vestiti e siamo andati a scuola; abbiamo vissuto una giornata di totale normalità, almeno fino alle 14, quando trapelò la notizia riguardo l’imminente chiusura delle scuole a causa del covid-19. Abbiamo vissuto il 4 marzo 2020 senza angoscia, senza preoccupazioni, se non quelle riguardanti le interrogazioni, infatti di certo non sapevamo che quello sarebbe stato l’ultimo giorno di normalità e soprattutto l’ultimo in cui avremmo varcato la soglia della nostra scuola. È stato probabilmente proprio quel pomeriggio, guardando il telegiornale, che ci siamo resi conto della gravità della situazione e che quei 15 giorni di chiusura sarebbero diventati altri 15 e così via, per poi portare al lockdown: la chiusura definitiva di tutto ciò che era ritenuto “non essenziale”. Le nostre vite da marzo a ora sono inevitabilmente cambiate, anche se non siamo stati toccati direttamente dal covid questa esperienza ha lasciato dei solchi profondi in noi: la lontananza dai nostri affetti ci ha portato a capirne l’importanza e tutte le privazioni imposte ci hanno portato a desiderare ancora più ardentemente quello che per noi prima era scontato. L’estate del 2020 è stata certamente un respiro di sollievo dopo aver trattenuto il fiato per quasi 4 mesi, la situazione stava migliorando e anche se la paura è sempre stata presente, mentre ci trovavamo con i nostri amici al bar o in spiaggia a prendere il sole, almeno per un momento abbiamo dimenticato cosa fosse il coronavirus; sono stati attimi bravi, ma intensi, attimi durati 3 mesi precisamente, prima che la situazione crollasse di nuovo.

La Campania durante la cosiddetta prima ondata sembrava essere rimasta illesa, siamo stati d’esempio per tutto il paese per la nostra perseveranza e la severità delle misure imposta da chi ci ha guidati, ma con l’autunno anche la nostra regione ha mostrato le sue fragilità: i contagi in poco sono saliti alle stelle e siamo dovuti correre ai ripari, la decisione di chiudere le scuole a due settimane dalla riapertura è stata molto criticata, ma da lì a poco l’Italia intera ci ha seguiti confermando le  preoccupazioni di tutti: la seconda ondata era cominciata. Attualmente ci troviamo ancora nella seconda ondata e possiamo dire di essere decisamente provati: questa volta i colpi sono stati diretti, l’innalzamento radicale dei contagi nella nostra regione ci ha segnati e ha scavato solchi profondi in noi colpendo familiari e amici, abbiamo potuto constatare sulla nostra pelle che quella che sembrava una malattia pronta a colpire persone deboli o anziane, non fa sconti a nessuno e non ha paura di sradicare famiglie o di distruggere amicizie. Il Natale è stato un grande punto interrogativo, ma anche trascorrendo le festività nel modo più tradizionale possibile con la nostra famiglia, non c’è stata quella spensieratezza e quell’allegria che caratterizza questo periodo; siamo alla fine del 2020 e abbiamo capito che la cosa importante non è il numero di regali che riceviamo, l’albero e le luci, ma sono le persone con cui trascorriamo il nostro tempo, e quando quest’anno ci troveremo a lamentarci perché non siamo liberi di “sparare” i fuochi d’artificio a mezzanotte, consiglio di riflettere e di pensare anche solo per un momento a coloro che questo Natale lo hanno passato piangendo la morte di una persona cara, o a coloro che si trovano in un reparto di terapia intensiva e da soli lottano per sopravvivere: in queste feste siate intelligenti, siate grati.

Annarita Iodice 5° Classico

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Elezioni Usa, braccio di ferro tra Biden e Trump

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7 Dicembre 2020. Biden viene eletto nuovo presidente degli Stati Uniti e parla alla nazione alle ore 20 da Wilmington (Delaware), città di residenza. Introdotto dalla vice Kamala Harris, egli afferma “prometto di essere un presidente che cercherà non di dividere, ma di unire. Un presidente che non vede Stati rossi o Stati blu, ma solo gli Stati Uniti d’America”. Riavvolgiamo per un momento il nastro. Prima delle effettive elezioni presidenziali si è svolta una vera e propria battaglia per le primarie, attraverso il quale ogni partito determina il proprio candidato alla presidenza per le elezioni generali. Una fase preliminare tenutasi durante la prima metà del 2020 e durata ben cinque mesi. Come è noto il presidente uscente Donald Trump ha presentato la propria candidatura al Partito Repubblicano per il Partito Democratico la convention, ha proclamato candidato ufficiale alla Casa Bianca, Joe Biden, già Senatore per lo stato del Delaware (1973-2009) ed ex-vicepresidente degli Stati Uniti (2009-2017) sotto il governo Obama, indicando come compagna di ticket (pseudonimo utilizzato per indicare la vice presidenza) la senatrice californiana Kamala Harris. Unica candidata concorrente alle presidenziali è stata Jo Jorgensen, alla guida del Partito Libertario e docente di psicologia all’Università di Clemson, mentre il candidato del Partito Verde e co-fondatore del partito nonché tre volte candidato governatore di New York è stato Howie Hawkins. Tra le varie candidature singolare quella del rapper Kanye West candidato indipendente alle presidenziali statunitensi. Fulcro della sua campagna elettorale Wakanda, il regno immaginario delle Black Panther, un luogo fittizio dei fumetti creato da Stan Lee e Jack Kirby, pubblicato dalla Marvel Comics, che ritrae l’isolata nazione dell’Africa Orientale tra le più ricche e tecnologicamente avanzate della Terra grazie ai suoi immensi giacimenti di vibranio. Nella sua intervista a Forbes West, consorte di Kim Kardashian, pone tra i punti fondamentali quello di porre fine alla brutalità della polizia, eliminare le sostanze chimiche “dal nostro deodorante e dentifricio” e proteggere l’America con le sue “grandi forze armate”. In quello che si prospetta uno scenario apocalittico, ancor più titanica la lotta tra Trump e Biden. È scontro su tutti i fronti, dal Covid al clima. Le differenze tra i due grandi leader sono davvero molte e radicate nei rispettivi partiti d’appartenenza: il Partito Repubblicano e il Partito Democratico, i due principali partiti politici degli Stati Uniti d’America. Il Partito Repubblicano, ovvero il Republican Party, noto anche come GOPGrand Old Party (grande vecchio partito), presenta una linea conservatrice: fondato nel 1854 con lo scopo di limitare e mettere fine al sistema schiavistico degli Stati Uniti del Sud ha come simbolo l’elefantino repubblicano; il Partito Democratico, Democratic Party, che ha portato il candidato Barack Obama alla vittoria durante le elezioni del 2008 e del 2012, ha origine dal Partito Democratico-Repubblicano fondato da Thomas Jefferson ed altri anti-federalisti nel 1792. Il suo stemma rappresentativo è quello dell’asinello democratico ed è caratterizzato da una linea progressista. Punti salienti dei rispettivi programmi politici l’emergenza Covid-19, a seguito della quale Trump ha ammesso di aver minimizzato la pericolosità del virus, mantenendo  un atteggiamento ambiguo sull’uso delle mascherine anche dopo aver contratto il virus. Biden ha ritenuto per il presidente la responsabilità e l’onere di imporle anche a livello nazionale. Per la questione dei cambiamenti climatici il tycoon ha escluso gli Usa dall’accordo di Parigi del 2015 che stabiliva linee guida globali allo scopo di evitare pericolosi cambiamenti climatici limitando il riscaldamento globale. Secondo Biden si potrà trasformare la minaccia del riscaldamento globale in un’opportunità per rilanciare il settore energetico e dare impulso alla crescita economica. Tra gli obiettivi di Biden quello di rendere l’America una superpotenza energetica.

Dal punto di vista economico Trump proseguirebbe lungo la strada del taglio delle tasse, con un innalzamento record del mercato azionario e un tasso di disoccupazione rimasto basso. Il programma di Biden, democratico moderato, è invece progressista. I temi centrali sono la redistribuzione del carico tributario e l’aumento delle entrate per finanziare nuove spese. Nel campo dell’istruzione, Trump avrebbe cancellato diverse politiche dell’amministrazione Obama, tra cui la protezione degli studenti transgender nelle scuole pubbliche e una serie di nuove norme che renderebbero complicate le procedure di denuncia per chi subisce abusi sessuali a scuola. Con un piano da 2,5 miliardi di dollari, Biden prevederebbe di raddoppiare i professionisti della salute, come psicologi, infermieri e assistenti sociali, molto carenti nelle scuole. Tema scottante quello delle armi: dopo diverse sparatorie di massa negli USA, Donald Trump ha promesso delle azioni contro la violenza armata, ma è stato vago sui dettagli. Ha sempre e solo asserito che i problemi di fondo delle sparatorie riguardano soltanto la salute mentale e l’odio. Sul controllo delle armi, Biden ha sostenuto con forza provvedimenti molto stringenti sul loro utilizzo guadagnandosi l’avversione dell’NRA, la National Rifle Association, organizzazione che agisce in favore dei detentori di armi da fuoco. Il testa a testa sì ė tenuto il 3 novembre ed ha rappresentato la 59esima tornata della storia degli Stati Uniti. Sono oltre 100 milioni gli americani che hanno votato per posta. Questo sistema viene utilizzato ormai da anni in 34 dei 50 Stati Usa. L’urgenza di incentivare ulteriormente il voto a distanza quest’anno è stata dettata, naturalmente, dall’emergenza sanitaria, ma il voto a distanza sta diventando uno dei principali motivi di scontro, Trump ha già gridato ai brogli elettorali, “è pericoloso e terribile non conoscere il risultato delle elezioni nella notte elettorale”, ha sottolineato il tycoon. Con l’assegnazione delle vittorie in Georgia e Arizona, Biden è arrivato a 306 grandi elettori: gli stessi che aveva ottenuto Trump nel 2016, ma sarebbero bastati 270. Guardando al cielo e ricordando con le note di Sky full of stars dei Coldplay, gruppo musicale britannico tanto amato dal figlio Beau, morto prematuramente a 46 anni, il nuovo presidente si è detto onorato di essere stato scelto per guidare il Paese. “Il lavoro che ci attende sarà duro, – ha dichiarato – ma vi prometto questo: sarò un presidente per tutti gli americani, indipendentemente dal fatto che abbiate votato per me o no. Manterrò la fiducia che avete riposto in me”.

Chiara Mastroianni 5° Classico

 

 

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Il Collegio, il docu-reality che piace ai giovanissimi

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Dopo il GFVIP, un altro reality show molto seguito è “Il collegio”, arrivato alla quinta edizione e che ha visto protagonisti una ventina di studenti di età compresa tra i 13 e i 17 anni all’interno di un collegio sul modello di quelli degli anni ‘60 nella prime tre edizioni, anni 80 nella quarta, e degli anni 90, precisamente 1992, in questa quinta edizione. Trascorso un mese (dalle 5 alle 10 puntate circa) gli studenti sono chiamati a sostenere un esame che gli conferirà il diploma di licenza media dell’epoca. Gli adolescenti che partecipano al programma hanno l’obbligo di indossare uniformi e di osservare molte regole severe, oltre a consegnare i propri smartphone una volta varcata la soglia dell’istituto.

Uno dei momenti più iconici e “trash” di questo programma è il taglio di capelli dei collegiali. In tutte le edizioni questo taglio è visto con un incubo comunitario che porterà a lacrime e molte lamentele nei confronti del preside dell’istituto. Le lezioni comprendono materie come italiano, latino, storia, geografia, matematica, scienze naturali e una lingua straniera (nelle prime edizioni era il francese, successivamente l’inglese), tutte oggetto d’esame, mentre non lo sono educazione fisica, musica e canto corale, ballo, economia domestica per le ragazze e applicazioni tecniche per i ragazzi, aerobica, informatica e break dance. La prova scritta è composta da uno scritto di italiano e uno di matematica della durata di un’ora, mentre per la parte orale l’esame si concentra sulle materie di scienze naturali, matematica, storia, geografia, italiano, latino. Infine per valutare l’esito dell’esame gli insegnanti non si baseranno solo su queste prove ma anche sulla condotta dello studente e dei suoi voti precedenti. Ciò che rende tanto apprezzato e divertente il programma sono gli interventi spesso ridicoli e carichi di ironia dei collegiali che intrattengono lo spettatore. Spesso gli studenti si accordano tra loro su come raggirare i insegnanti o come copiare senza “essere beccati” o altre volte cercano di ritirare i loro oggetti sequestrati all’inizio di questo percorso. Queste loro intenzioni una volta scoperte vengono ovviamente punite e, in alcuni casi, è prevista anche l’espulsione. Dunque alla base di questo docu-reality c’è l’importanza dello studio e della disciplina posta però davanti a ragazzi ribelli che spesso non vogliono seguire queste regole. Nonostante sia palesemente recitato fa però riflettere sul problema che troviamo nei giovani di oggi, ovvero l’uso sproporzionato della tecnologia. Sequestrando dunque i loro smartphone si va a ristabilire una specie di ordine in mezzo a tutto il caos che può portare la tecnologia. E voi che ne pensate di questo programma? L’avete mai visto?

Fabiana Falco 5° Classico

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The Crown, una serie di gran classe.

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La quarta stagione di The Crown è disponibile già da Novembre sulla piattaforma Netflix, e si è immediatamente riconfermato il successo di questa serie creata da Peter Morgan, in cui sono raccontate le vicissitudini della famiglia reale inglese, dove ciascun membro appare come vittima  ma soprattutto carnefice di se stesso: la prima stagione prende avvio dall’anno del matrimonio fra l’allora principessa Elisabetta e Filippo di Edimburgo, cinque anni prima dell’incoronazione, la seconda stagione è incentrata sulla monarchia di Elisabetta II, così la terza stagione che copre gli anni dal 1964 al 1977, mentre la quarta stagione comincia dal primo incontro tra Lady Diana e il principe Carlo, fino al 1990. L’esposizione mediatica della famiglia reale coincise proprio con l’arrivo di Lady Diana, fino ad allora la vita privata della monarchia era rimasta lontana dai rotocalchi.

In questi 10 episodi non è soltanto messo in luce il difficile rapporto tra Carlo e Diana, viene anche raccontato lo scandalo delle cugine della sovrana, nascoste per decenni in un ospedale psichiatrico, e ovviamente anche l’ascesa politica di Margaret Thatcher, la “lady di ferro”. Prima dell’uscita di “The Crown”, interessarsi alle vicende della famiglia reale era considerato un passatempo per signore dal parrucchiere, ma in questa serie il gossip si è trasformato in dialoghi e interpretazioni di alto livello.

Chiara Nacca 5° Sc. Sportivo

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OPEN DAY tour virtuale dell’Istituto Salesiano di Caserta

News Rubriche

Da sabato 5 dicembre, presso l’Istituto Salesiano “Sacro cuore di Maria” di Caserta sono iniziati gli incontri “open day”, giornate in cui le Scuole aprono le porte alle famiglie che entro Gennaio dovranno provvedere alle iscrizioni per il prossimo anno scolastico: ogni scuola è chiamata a promuoversi facendo conoscere i propri ambienti e offerte formative. Solitamente  le famiglie visitano gli istituti in presenza, ma quest’anno non sarà possibile causa emergenza sanitaria, perciò è stato organizzato tutto in modalità virtuale. L’Istituto salesiano di Caserta è operativo sulla piattaforma Google meet, i prossimi incontri si svolgeranno sabato 12 e sabato 19 Dicembre, in presenza del Direttore dell’Opera Salesiana di Caserta, Don Antonio d’Angelo. Le famiglie possono prenotare il tour virtuale compilando il form sul sito www.salesiani.com e conoscere così la proposta educativa dell’Istituto: durante la diretta alcuni docenti mostreranno alle famiglie in collegamento gli ambienti in cui sono messe in atto le diverse proposte formative, risponderanno a eventuali domande, forniranno chiarimenti e indicazioni anche di tipo amministrativo.

Personalmente sono contenta di studiare in questa scuola perché c’è un clima sereno e stimolante, è un luogo dove si incontrano persone e idee, dove vengono proposti diversi progetti educativi fondati sui principi dell’educazione salesiana, molto attenta alle relazioni sociali. L’Istituto comprende scuola Primaria e secondaria di primo e secondo grado, nello specifico i licei con indirizzo Classico, Scientifico, Sc. Sportivo. La giornata scolastica è divisa in ore curriculari al mattino e ore extracurriculari pomeridiane, quindi al mattino si studiano le varie discipline, mentre il pomeriggio si svolgono attività come il “Savio club” per curare i legami sociali, o corsi di potenziamento in lingua straniera, di musica, o come lo “studio assistito”, ovvero la possibilità di fermarsi a scuola per studiare con l’aiuto di un tutor qualificato. Inoltre è possibile anche pranzare in mensa. Un vanto di questa scuola è anche è l’Orchestra di don Bosco, l’unica a Caserta con studenti dalla primaria alle superiori (dai 6 ai 18 anni). Faccio parte di questa grande famiglia da diversi anni, perché ho frequentato la scuola media e ora il liceo, e mi sono sempre sentita ben accolta. Ho vissuto in un clima di fiducia, incoraggiata nello studio dai miei insegnanti. Se dovessi tornare indietro, sceglierei sempre questo istituto, in ogni caso, perché non è soltanto una Scuola ma anche una seconda Famiglia!

Angelica Delle Curti 3° Scientifico

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Sport invernali “congelati” fino al 7 Gennaio

Rubriche Sport

L’Inverno è aria fredda che pizzica il naso, il fioccare della neve, la cioccolata calda davanti al caminetto e sciare…no, niente scii, almeno fino al 7 gennaio, quando potranno riaprire gli impianti sciistici, come prevede il nuovo decreto ministeriale a seguito dell’emergenza sanitaria: durante il periodo delle vacanze natalizie, in tutto il territorio nazionale gli impianti resteranno chiusi agli sciatori amatoriali, perché anche se la voglia di sciare è tornata, il Covid-19 non è stato ancora sconfitto. Gli atleti professionisti e semiprofessionisti potranno utilizzare gli impianti per prepararsi alle competizione sportive nazionali o internazionali, ma dovranno ovviamente osservare rigidamente le misure di contenimento anti-Covid. In Campania questa decisione ministeriale non ha suscitato polemiche come in altre regioni del nord Italia, dove parte dell’economia gira proprio attorno agli sport invernali, impianti sciistici, ristorazione e turismo alberghiero rivolto anche ai Paesi confinanti. I proprietari degli impianti si stavano preparando ad accogliere i turisti adottando tutti i provvedimenti necessari, come far indossare obbligatoriamente le mascherine, il  numero dei passeggeri sulle funivie, far prenotare on line l’accesso alle piste per evitare il sovraffollamento, sanificare ogni giorno le attrezzature utilizzate, ma la stagione invernale si aprirà soltanto a inizio Gennaio, sperando che il contagio da Covid 19 venga contenuto durante le feste natalizie, ed allora sarà possibile, per chi ama questi sport, praticare sci alpino o di fondo, curling, pattinaggio su ghiaccio, snowbord. Scivolare sulle bianche pendici (sci alpino) mentre si osserva il panorama delle vette come sfondo, sembra essere appagante per la psiche oltre che soddisfacente per l’attività motoria, così come fare lunghe passeggiate con gli scii sulla neve (sci di fondo), e con poco sforzo si ottiene il massimo risultato per la propria forma fisica. Gli sport sulla neve, però, possono presentare anche dei rischi per la salute, come raffreddarsi e influenzarsi, o nei casi peggiori procurarsi lesioni provocate da cadute, e in questo momento di emergenza sanitaria non è certo il caso di affollare il Pronto Soccorso.

Roberta Santarsiero 5º Classico

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#GFVIP l’essere autentici ripaga

Musica&Spettacolo Rubriche

Il programma più seguito in questo periodo in Italia è “Grande Fratello VIP”, in particolare questa nuova edizione sta riscuotendo moltissimo successo, tant’è che si è scelto di prolungarla fino all’8 febbraio 2021. Il titolo del programma è un omaggio al romanzo “1984” di George Orwell, in cui è nominato “Big Brother” (“fratello maggiore”, tradotto e tramandato come “grande fratello”) e racconta di una società nella quale ogni singolo individuo è tenuto sotto controllo dalle autorità, spiato dall’occhio del “Grande Fratello”, espressione poi utilizzata per descrivere una figura indiscreta e invasiva, ed ora associata al reality show che tutti conosciamo. Format esportato in più di 40 Paesi, i concorrenti sono spiati 24 ore su 24 in una casa dove vivono tutti assieme, senza contatti con l’esterno, senza uso di cellulari, computer o orologi, affrontano prove e cercano di accattivarsi la simpatia dei telespettatori per non essere eliminati dal gioco. Vince chi lascia per ultimo la casa, dunque il pubblico ha un gran peso nel destino dei concorrenti. Nella versione VIP, l’ultimo concorrente rimasto in gioco dona il 50% del montepremi a un ente benefico di sua scelta. In questa edizione del “Grande Fratello VIP”, la più amata dal pubblico è Mariateresa Ruta, “salvata” già 12 volte dal televoto.

E’ un volto noto della televisione italiana, soprattutto per la sua carriera di giornalista sportiva. Sposata e poi divorziata dal giornalista sportivo Amedeo Goria, ha avuto due figli, Guendalina e Gianamedeo. Dal 2006 è legata sentimentalmente al fisioterapista Roberto Zappulla, con cui si è sposata nel 2015. Nel programma del Grande Fratello, stiamo conoscendo Mariateresa Ruta non come Personaggio ma come Persona, e questa sua immagine così autentica sta facendo breccia nel cuore di molti italiani. La sua risata contagiosa, la sua allegria, il suo rivolgersi a tutti i concorrenti con un sorriso, sono le caratteristiche di questa donna che ha però un vissuto difficile: in diretta ha raccontato di aver subito uno stupro quando aveva 20 anni e che per non far soffrire i genitori non ha mai raccontato nulla. Non ha nemmeno sporto denuncia perché è stata attaccata alle spalle e non è riuscita a riconoscere nessuno. La giornalista ha terminato il suo sfogo nella diciassettesima puntata rivolgendosi alle donne: “non siamo noi quelle sbagliate”. Mariateresa Ruta è un esempio per tutti, perché nonostante il dolore, il trauma, i fantasmi del Passato con cui ancora deve fare i conti,  affronta ogni giornata con il sorriso e la gentilezza, e sicuramente l’essere stata autentica difronte alle telecamere ha permesso ai telespettatori di apprezzarla e fare il tifo per lei in questo gioco.

Fabiana Falco 5 Classico

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Talenti online

News

In occasione del giorno di Santa Cecilia (22 novembre), patrona della musica, tradizionalmente l’Istituto Salesiano di Caserta organizza un contest in cui sono chiamati a esibirsi tutti gli studenti del Liceo. E’ un momento importante che tradizionalmente si svolge in teatro, dove sono accolte tutte le classi dell’Istituto per ammirare il talento dei compagni in canto o ballo, o recitazione. Di solito questo contest artistico si svolge verso fine Novembre, ma quest’anno è stato spostato al 4 dicembre per motivi organizzativi, causa “misure di contenimento anti-covid”: le classi del liceo Classico, Scientifico e Sc. Sportivo, dal biennio al triennio, sono state invitate a collegarsi in una video riunione attraverso la piattaforma Google meet, è stato condiviso un video in cui sono state montate tutte le esibizioni inviate dagli studenti che hanno partecipato.

Anche se non c’è stato lo stesso calore di come quando si è in presenza, si è avvertita ugualmente il piacere di stare “in famiglia”, quella salesiana. Gli studenti che hanno partecipato inviando le performance non hanno certamente vissuto l’emozione di “esibirsi” su un palco davanti a tante persone e non hanno potuto godere di un vero e proprio applauso del pubblico, eppure sono rimasti soddisfatti dell’entusiasmo mostrato dai compagni, nonostante questa modalità telematica. Sono mancati i giochi organizzati dagli insegnanti, che di solito ci propongono per intrattenerci tra un’esibizione e l’altra, ma tutti hanno cercato di fare il proprio meglio per tenere viva questa tradizione, perché anche se a distanza, non si deve rinunciare al divertirsi e al sentirsi in una grande famiglia.

Stesso format anche per la “Corrida” della scuola media, che si svolgerà la mattina del 22 Dicembre: gli studenti che vorranno partecipare a questo contest artistico possono inviare un video della propria performance, di max 3 minuti, entro il 18 Dicembre al responsabile dell’organizzazione.

Angelica Delle Curti  3º Scientifico

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Non spegniamo l’attenzione sui femminicidi e violenza contro le donne

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In Italia una donna su tre è (o è stata) vittima di violenza: secondo le statistiche degli ultimi quattro anni, circa ogni due giorni viene uccisa una donna, cioè quasi un femminicidio al giorno. Donne uccise da uomini. Uomini che uccidono perché incapaci di gestire un rifiuto, una crisi, un fallimento, uomini incapaci di amare, di relazionarsi. È un preoccupante fenomeno sociale a livello mondiale, tanto che nel 1981, si decise di istituire “la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne”, il 25 Novembre, in seguito al primo “Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche”, avvenuto proprio quel giorno.


Dall’omicidio allo stupro, dallo stalking all’insulto verbale, i tipi di violenza possono essere diversi, ma in qualsiasi modo avvenga, mira a colpire la sfera intima della persona, anzitutto psicologicamente, e purtroppo spesso anche fisicamente. La donna non ha MAI nessuna colpa. Nulla può giustificare un assassinio o un pestaggio.  Ogni donna ha la propria storia. Troppo facile dire “perché quella donna non ha denunciato? io lo farei all’istante se mi trovassi in quella situazione!”, e anch’io mi chiedevo come mai le donne vittime di violenza non hanno il coraggio di opporsi, di uscire da quelle quattro mura che hanno perso l’odore di casa. Perché continuare a soffrire se la soluzione pare essere così semplice: andare via e denunciare. Poi ho capito. Quest’estate ho avuto l’opportunità di svolgere un servizio di volontariato, presso un centro antiviolenza, che funge da casa rifugio per donne maltrattate, in molti casi con i propri figli. Ho ascoltato i racconti di alcune donne, ed ho compreso quanto sia facile giudicare dall’esterno e quanto sia complicato trovare una via d’uscita da un’orrenda situazione mentre la si vive: c’è chi ha subìto schiaffi e minacce per proteggere i propri figli, chi ha sopportato una vita infernale perché non economicamente autonoma…
Non è semplice, ma qualcuna trova il coraggio di andare via, denunciare il “marito”, “caricare” i figli in auto e   chiedere aiuto ad una casa rifugio. Si rinuncia alla propria casa, ci si allontana dalla propria città, dalla propria famiglia, si stacca ogni tipo di contatto per tutelare sé stessa e i propri figli. Nel centro antiviolenza, le donne possono contare sull’aiuto e la protezione di operatrici e psicologhe, figure professionali essenziali per farle sentire al sicuro e incoraggiarle a prendere in mano la propria vita, come continuare gli studi, prendere la patente, iscrivere i figli a scuola… Ma ovviamente non è facile convivere con sconosciute o avere un budget limitato per la spesa, ed è per questi motivi che purtroppo alcune donne ritornano sui loro passi, perdonando i “mariti pentiti”, per poi rendersi conto che tuttavia condividere gli spazi con estranei e rinunciare a qualcosa per risparmiare soldi, sono sacrifici necessari, pur di non dover più incrociare lo sguardo di un figlio impaurito dalle sue grida disperate. L’aiuto di mediatrici, operatrici, assistenti sociali, avvocati dona speranza a queste donne che vogliono salvarsi. Questa esperienza estiva, mi ha insegnato a guardare a queste storie di violenza e soprusi senza giudicare certe scelte, in quanto dettate dalla disperazione. Non ho fatto molto, giocavo con i bambini, li aiutavo a fare i compiti, ascoltavo le storie di chi ha voluto raccontarsi, ed è stato importante per me aver contribuito alla serenità altrui, anche se per poco.

Michela Altarelli 4 Classico

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Il successo dei tour virtuali

Arte&Popcorn Rubriche

Già durante il primo lockdown, alcuni musei hanno lanciato l’iniziativa di aprire le loro porte su piattaforme digitali, una vera propria innovazione  che non dovrebbe essere trascurata quando termineranno le restrizioni sociali di questo periodo. I tour virtuali sembrano piacere e appassionare, così anche in questo momento di chiusura generale è possibile visitare l’interno di un museo e apprezzare le sue meraviglie. Durante la primavera scorsa, nei mesi di chiusura di varie attività tra cui quella di visite in musei, gli italiani si sono comunque interessati alle attività culturali online, dunque il digitale si è rivelato uno strumento necessario per poter offrire contenuti anche nell’ambito della Cultura. I siti web svolgono un ruolo importante per poter permettere l’accesso a tour virtuali, oltre a raccogliere informazioni utili come gli orari in cui si svolgono le diverse attività e i percorsi di visita. Anche i canali social contribuiscono al successo di questa iniziativa, pubblicando contenuti per  approfondire la conoscenza di quanto si è visto “a distanza”. In queste settimane di chiusura dei luoghi della cultura, anche la Reggia di Caserta, Museo e patrimonio Unesco, ha ideato e realizzato molte iniziative per rendere note le sue meraviglie per chi ancora non le conoscesse!  Tra rubriche social, fotografie, video, podcast, spicca il tour virtuale: il Museo apre le porte ai visitatori digitali, informando e svelando curiosità sugli Appartamenti Reali, sul Parco Reale e sul Giardino Inglese. Un bel modo anche per rinsaldare il legame con chi già conosce e ama la Reggia di Caserta.

Chiara Nacca 5º Scientifico

sportivo

 

 

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