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Find Them Next: Edward Sharpe & The Magnetic Zeros

Per reagire ad una relazione finita ci possono essere diverse strade: c’è chi decide di voltare totalmente pagina, chi si rifugia in vizi e chi si chiude in se stesso.

Nel nostro caso invece, Alex Ebert, dopo essere stato lasciato dalla ragazza, inizia a scrivere un libro su di una figura messianica: Edward Sharpe.

Secondo Ebert, Sharpe “era stato inviato sulla Terra per guarire il mondo da malattie fisiche e psicologiche ma purtroppo era stato distratto dalle donne e dall’amore”.

Se fosse stato istituito un premio per la “Miglior Reazione Ad Una Relazione Finita” credo che Alex l’avrebbe vinto a mani basse, facendo un en plein di voti.

Dopo aver scritto questo libro, durante un pomeriggio del 2007, Alex incontrò la cantante Jade Castrinos in un caffè di Los Angeles, con cui dà alla luce nell’estate 2009 i “Edward Sharpe & The Magnetic Zeros”. Ritorna il signor Sharpe, stavolta a rivoluzionare la scena indie folk.

Oltre ai due sopracitati la band è in media composta da altri quattordici componenti più o meno stabili. Sempre nel 2009 la band pubblica il suo primo album, Up from Below, che rivela subito uno stile prettamente folk con qualche sonorità che ricordano band molto più note come i The Civil Wars ed i Mumford & Sons. Il gruppo ha la grandissima opportunità di poter presentare il suo album al David Letterman Show, programma che lancia definitivamente i ES & TMZ nel panorama dell’indie folk mondiale. Nel 2012 la band pubblica un secondo album, Here, presentato anch’esso al DLS. Esattamente un anno dopo il gruppo pubblica il terzo ed ultimo (per ora) album con titolo omonimo, Edward Sharpe & The Magnetic Zeros.

Particolarità del loro sound è l’uniformità di quest’ultimo. Mantengono sempre lo stesso folk, non annoiando mai chi li ascolta ed addirittura stupendoli brano dopo brano. Home, il loro brano più celebre, è una vera e propria perla: testo mai scontato e sonorità folk pure, senza sbavature.

Bel modo di reagire Alex Ebert, complimenti. Solo rispetto.

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Gli Emergenti: Halsey sul nostro palco

E rieccoci qui!

Un giorno nuovo, un emergente nuovo.

Oggi parliamo di un emergente che probabilmente alcuni di voi già conoscono.

Chi la conosce la chiama Halsey, che non è altro che l’anagramma del suo vero nome: Ashley, un’artista che verso l’inizio del settembre 2015 con l’uscita del suo primo album “Badlands” ha catturato l’attenzione di molti.

Nata nel New Jersey, sin da piccola ha mostrato un gran talento per la musica.

A 14 anni sa già suonare violino, viola e violoncello ed inizia a sperimentare la chitarra acustica; ma la musica entra a far parte della sua vita lentamente solo più avanti, prima funge da “strumento” che Halsey userà per pagarsi l’affitto dopo i 18 anni, poi assume maggiore importanza quando nel 2014 inizierà a pubblicare cover su Youtube con il proprio nome e registrerà “Ghost”, il suo primo pezzo, per poi pubblicarlo su SoundCloud catturando l’attenzione di un’etichetta discografica.

Ancora nel 2014 Halsey pubblicherà il suo primo EP “Room 93” composto di 5 brani.

Ma il vero successo arriverà nel 2015 dopo l’uscita di Badlands: l’album è un boom, scala subito le vette delle classifiche di tutto il Mondo e per radio non si sentono che sue canzoni.

Halsey è poi proiettata ancor di più verso il successo grazie alla partecipazione allo “Smoke and Mirrors Tour” degli Imagine Dragons nelle tappe nordamericane, e la realizzazione di un singolo in collaborazione con Justin Bieber: “The Feeling”.

Per promuovere la sua musica Halsey è apparsa in diversi show televisivi facendosi intervistare ed esibendosi; ha inoltre avviato un tour suo, il “Badlands Tour” che comprende tappe in tutto il Mondo: è iniziato a San Diego il 30 settembre 2015 e concluderà a New York il 13 agosto 2016 con il concerto finale presso il “Madison Square Garden”.

Personalmente, Halsey l’ho scoperta quando, pochi giorni prima dell’uscita del suo album, sui social fu divulgata la notizia della sua collaborazione con Justin Bieber.

Non avevo sentito ancora la sua voce, avevo visto alcune sue foto, tutte diverse, cambia stile spesso, non è mai la stessa, e quando per la prima volta ascoltai il suo singolo “New Americana” non mi colpì molto ad essere sincera, o almeno non tanto quanto le altre canzoni dell’album, che secondo me hanno significati più profondi e mi azzarderei a dire che sono anche più orecchiabili.

Godetevi la performance live della mia canzone preferita, “Ghost”, e fatemi sapere se è stata di vostro gradimento.

Al prossimo emergente!

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Gli Emergenti: Alessia Cara sul nostro palco

Hey, ciao a tutti!

Vi do il benvenuto in questa nuova rubrica “GLI EMERGENTI”; Io sono Angela e vi accompagnerò di articolo in articolo alla scoperta dei nuovi talenti che stanno scalando pian piano le vette delle classifiche in campo musicale, aspettando di ricevere di volta in volta vostre impressioni ed opinioni a riguardo per arricchire questo “nostro spazio”.

Iniziamo subito con il botto parlando di Alessia Cara.

Alessia Cara è conosciuta grazie alle sue cover su youtube all’inizio del 2015.

Alessia Caracciolo, in arte conosciuta proprio come Alessia Cara, cantautrice canadese diciannovenne di discendenza calabrese, pubblica il suo primo singolo “Here” ad Aprile ed ha subito un grande successo: 500.000 ascolti solo nella prima settimana dopo l’uscita.

Alessia Cara raggiunge ottimi posti nelle classifiche di tutto il Mondo e rilascia “Know it All”, il suo primo album, il 26 agosto.

Da qui in poi è tutto in discesa: è invitata da Taylor Swift come “ospite speciale” insieme a Nick Jonas per aprire uno dei concerti del suo tour, viene ospitata da varie stazioni radio, passando anche tra varie performance tra cui una live all’Ellen Show – trovate il video per vederla a fine articolo – e varie acustiche On Air with Ryan Seacrest. Infine, quasi al termine di un anno di successi ecco l’annuncio del suo primo Tour negli USA -con l’unica aggiunta di una tappa a Londra- in partenza il 15 gennaio a Montreal.

Personalmente ho scoperto Alessia Cara solo qualche mese fa nella classifica Hit USA; non avevo mai visto il suo nome da nessuna parte e trovarla lì tra un centinaio di artisti visti e rivisti, sentiti e risentiti non avendo idea chi fosse era abbastanza strano; il suo singolo “Here” mi è piaciuto sin dal primo ascolto ed in fin dei conti mi aspettavo tutt’altro: a dover essere sincera, pensavo ad una di quelle dichiarazioni d’amore scontate che si sentono ormai ovunque ed invece credo tratti di un tema abbastanza attuale.

Non vi anticipo null’altro, buon ascolto e fatemi sapere nei commenti se avete altre opinioni riguardo Alessia Cara, la nostra prima, ma non unica, emergente alla quale auguriamo di raggiungere presto le vette delle classifiche.

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Nasce GLI EMERGENTI di Angela Petrone

Signore e signori, è con grande piacere ed onore che annunciamo la New Entry di questo 2016…il suo nome è Angela Petrone, studentessa del liceo classico del nostro Istituto. Insieme a lei sbarca su L’Intervallo un’altra nuova (ma vecchia conoscenza della nostra Redazione) rubrica, il cui nome preannuncia grandi sorprese…

Angela, infatti, scriverà sul nostro giornale per la sua personalissima rubrica GLI EMERGENTI…e non servono altre parole per commentare questo nome. Vi annuncio solo che si parlerà di musica…il resto ve lo dirà stesso lei nel suo primo articolo che tra pochissimi giorni potrete leggere sempre su L’IntervalloSalesiano.org.

Aspettiamo i vostri commenti…

Non resta che augurare ad Angela e alla sua nuova rubrica un forte in bocca al lupo!

 

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Questa sera IL VOLO a Caserta

Stasera 20 gennaio, alle 21:00 ci sarà un concerto de “Il Volo”, il trio di giovanissimi tenori, al Palamaggió di Caserta. I biglietti dell’evento vanno dai 40 ai 70 euro. I giovani artisti, vincitori del Festival di Sanremo con la canzone GRANDE AMORE, hanno già fatto tutto esaurito in alcune tappe in Italia, e con il loro stile originale attirano un pubblico che va dai giovanissimi agli anziani. Una buona visione a tutti gli amici che questa sera si godranno lo spettacolo.

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Find Them Next: The 1975

Trovare un nome per una band non deve essere facile. Ci sono gruppi che prima di trovarne uno definitivo ne hanno addirittura cambiati quattro.

Come la band di cui parliamo oggi.

Talkhouse, The Slowdown, Bigsleep, Drive Like I Do e poi il definitivo: The 1975, ispirato ad alcuni scarabocchi trovati dietro ad un libricino di poesie beat dal frontman del gruppo, Matthew Healy.

Nonostante siano in attività dal 2002, il gruppo indie rock di Manchester ha pubblicato soltanto un album fino ad ora, The 1975, anche se comunque precedentemente hanno reso disponibili ben quattro EP. Da uno di questi è stato tratto un brano, The City, che ha reso celebre il gruppo nel panorama indie mondiale grazie al suo passaggio in radio durante uno show della BBC Radio 1.

Attraverso brani come Sex, Chocolate, M.O.N.E.Y. e Settle Down la band affronta con il suo solito stile melodioso e minimalista ormai inconfondibile temi impegnati come sesso, droga, speranza, amore, morte e paura, con testi profondi e significativi.

Ad Ottobre hanno annunciato la pubblicazione del loro secondo album, I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It, che uscirà a febbraio 2016 e che sicuramente non deluderà le aspettative dei fans.

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SPECIALE COGESTIONE: Il corso di Cultura Musicale 2

Nel secondo giorno della cogestione si è svolto, tra gli altri laboratori, il Corso di Cultura Musicale, tenutosi durante le prime 2 ore sotto la supervisione dei docenti Barone, Natale, De Luca (Don Massimo) e Carusi. Quella di oggi è stata la seconda parte di un viaggio all’interno della storia e dei caratteri più importanti e profondi di diversi generi musicali come il folk, il bluse, il rap, il rock, la musica house e tanti altri. Le radici culturali in cui sono nati e si sono sviluppati questi generi sono state descritte ed esaminate dai professori Barone e De Luca e anche da Francesco Sarnelli, studente di V classico. Essi ci hanno mostrato filmati e immagini dei principali artisti e gruppi musicali, che hanno inciso profondamente sulla storia della musica nelle diverse epoche come i Rolling Stones, Bob Dylan, Elvis, i Beatles o per quanto riguarda lo scenario italiano alcuni gruppi come i PFM (Premiata Fonderia Marconi), i “Banco Del Mutuo Soccorso”. Non sono stati trascurati anche altri gruppi più moderni come i Maroon5, Paolo Nutini, David Guetta e tanti altri. Abbiamo vissuto, ancora una volta, un’esperienza all’interno della musica con la “M” maiuscola perché non si è parlato di un singolo genere, ma si è variato in pieno stile musicale; quest’ultimo è, infatti, caratterizzato da un’insieme di note che compongono una melodia con l’aggiunta, a volte, di parole. Tale composizione può piacere, ma, in ogni caso, possiede la magica capacità di rallegrare l’animo umano.

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Find Them Next: Vance Joy

Quando sei una promessa dello sport poco t’importa di eccellere in qualcos’altro; ti impegni sul fare più ripetizioni possibili, sull’allenarti per essere pronto a nuove sfide, sull’essere migliore di tutti. E quando addirittura vieni eletto “Miglior giocatore del primo anno” della lega nazionale maggiore di football australiano dovresti aver chiara la tua strada.

Ed invece no, il signor James Gabriel Keogh in questo ci stupisce.

“Papà, lascio la palla ovale e prendo una chitarra, da oggi girerò il mondo. Ah, e per accentuare il cambiamento il mio nome sarà Vance Joy. Ci si vede!”

Un pazzo, in tutti i sensi.

Ma la vita, invece di fargliela pagare con una specie di karma giustificatissimo, lo premia ancora.

Il mondo lo conosce nel duemilatredici grazie a “Riptide”, brano tratto dal suo EP d’esordio “God Loves You When You’re Dancing”. Riceverà, complessivamente, quattordici dischi di platino e quattro d’oro, stupendo mezzo universo musicale con una canzone che parla del motel in cui trascorreva le vacanze da piccolo.

Vicino al “pazzo” ci aggiungerei “geniale”, ora.

Il suo indie folk innovativo stupisce un po’ tutti, tra fan che lo acclamano ed addetti ai lavori che vorrebbero la sua firma sui loro contratti.

Dopo la pubblicazione del suo primo (ed al momento unico) album “Dream Your Life Away” nel duemilaquattordici da parte della Atlantic Records, la signorina Taylor Swift lo invita ad aprire le tappe del suo tour nel Nord America, consacrando un artista in continua ascesa.

La vita premia anche il coraggio dei folli.

Ottimo insegnamento James, ne faremo tesoro.

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Find Them Next: William Fitzsimmons

Pittsburgh, ridente cittadina della Pennsylvania, è famosa per avere due delle squadre più vincenti dello sport americano: gli Steelers nel football (sei campionati vinti) ed i Pirates nel baseball (cinque titoli nazionali). Inoltre la Campbell’s ha devozione infinita verso questa città, avendo “partorito” il suo testimonial per eccezione, Andy Warhol.

Ma musicalmente?

In questo ha carenze.

Sì, è vero, ha dato i natali a Wiz Khalifa e Mac Miller (articolo? Forse), ma poi niente più.

Anzi no.

Decisamente.

Nel ’78, prima dei due sopracitati, nasce un uomo che pubblicherà in totale nove raccolte musicali e che saprà suonare sei strumenti.

Ecco perché non ha tempo per farsi la barba.

Bando alle ciance, oggi parliamo di William Fitzsimmons.

William è, essenzialmente, in quel grosso limbo, alla cui entrata vi è un cartello con su scritto “Artisti bravi ma non abbastanza per il popolo”. Ah, quanta gente andremo a pescare da lì in queste settimane. Nella sua carriera ha collezionato numerosi pezzi fantastici, come la dolcissima “Let You Break”, cantata assieme a Julia Stone. Arriva però la consacrazione grazie a due brani, “Passion Play” e “Please Don’t Go”, inseriti in due puntate del medical-drama Grey’s Anatomy. Fa sorridere il fatto che William abbia conseguito un master al Geneva College in counseling lavorando successivamente come psichiatra. Le cose nella vita ritornano sempre.

Torniamo alla sua carriera musicale.

In ordine iTunes US, Australia ed UK decidono di premiarlo come miglior cantautore a cavallo tra il 2008 ed il 2009, grazie soprattutto alla pubblicazione di due veri e propri capolavori: “The Sparrow and the Crow” e “Goodnight”, album che rimarranno nella storia dell’indie.

Il suo ultimo EP, “Pittsburgh”, dedicato alla nonna, l’ha portato ad affrontare un tour che ha toccato diciotto Stati.

Ma è dedicato anche alla sua amata Pittsburgh, che ha un nuovo motivo per essere orgogliosa di se stessa. Un motivo pelato e con una lunga barba.

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Find Them Next: Marina & The Diamonds

27La distanza fra Grecia e Galles è di circa 3.302 chilometri, un viaggio che attraversa l’intera Europa. In macchina può durare un giorno e mezzo ed i paesaggi che si susseguirebbero sarebbero molteplici, numerosi come i metri che si macinerebbero.

Ma due Stati così lontani da cosa potrebbero essere accomunati?

Un nome e cognome: Marina Diamandis.

Ma partiamo con ordine.

Abergavenny, Sud-Est del Galles. Data astrale: dieci ottobre 1985. Nell’ospedale cittadino viene alla luce la nostra Marina, da madre gallese e padre greco. Della sua infanzia poco ci importa, facciamo un salto temporale per arrivare al 2011. La Diamandis ha già prodotto un album con la 679 Recordings, di nome The Family Jewels, arrivando al quinto posto nella UK Albums Chart.

“Roba rara, ne passa una ogni cinquant’anni” dicono di lei.

Electra Heart, uscito nel 2011, viene accolto in maniera fredda, per colpa anche di una scarsa promozione a livello mondiale, ma quando Marina inizia ad aprire il Mylo Xyloto Tour dei Coldplay in Europa e Nord America il successo arriva immediato. Ma non la consacrazione. Per quella dobbiamo aspettare il 2015.

E Froot, principalmente.

Mischiare la musica elettronica con il new wave e non creare un minestrone indigesto non è da tutti, è risaputo. Ma Marina no, non riesce proprio a fare musica da non mandare giù. Marina è Marina.

Froot, come già detto, la consacra in tutto il mondo. Raggiunge la Top Ten dei dischi più venduti in dieci Paesi diversi. Non in Italia. Non mi stupisco più ormai.

“Roba rara, ne passa una ogni cinquant’anni”

Stramaledettamente vero.

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Massimo Ranieri a Caserta – Sogno E Son Desto

26Uno spettacolo unico ed eccezionale si è tenuto a Caserta nel weekend dal 20 al 22 novembre, la voce di Ranieri ha fatto sognare tutti nel teatro comunale di Caserta: dai più anziani ai più giovani, con il musical di creazione sua e di Gualtiero Peirce “SOGNO E SON DESTO”, al seguito dell’orchestra composta da Massimiliano Rosati (chitarra), Flavio Mazzocchi (pianoforte), Mario Guarini (basso), Luca Trolli (batteria), Donato Sensini (sax). Massimo Ranieri ha dedicato il suo spettacolo ai sognatori, ha intrattenuto il pubblico cantando molti brani “storici” come quelli di Pino Daniele, Fabrizio De Andrè, e recitato Alda Merini e Oriana Fallaci. Uno spettacolo indimenticabile e ricco di emozioni che sta avendo molto successo in tutta Italia. E’ è la seconda volta che si tiene a Caserta, ed è stato un tutto esaurito per la seconda volta. Il titolo dato proprio da Ranieri  “Sogno e son desto – chi nun tene coraggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle” è certamente provocatorio ma è un antico proverbio campano, e contiene certamente un significato veritiero, quello di “lanciarsi” con coraggio per avere ciò che si vuole.

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James Bay, Il successore di Adele

Con lo stile raffinato e l’ottima musicalità inglese, con il suo rock alternativo, il cantautore James Bay ha incantato milioni di persone in tutto il mondo con il suo brano più popolare “Hold Back The River”, dell’album “The Chaos and the Calm”. Nelle sue canzoni racconta dei sentimenti e delle relazioni:  -Ciò che mi affascina e mi ispira sono le relazioni tra persone, nelle loro varie forme-, racconta in un’intervista. La sua carriera inizia nel 2013, quando ha fatto da supporter ad un concerto dei Rolling Stones, dopodiché la sua fama prende il volo e conquista il premio di “Migliore scelta dei critici” nel 2015, premio che ha visto come vincitori alcuni cantanti che adesso sono al centro della scena musicale mondiale (Ellie Goulding, Sam Smith, Adele…). James Bay ha espresso un grande talento musicale con il suo unico album completo e l’EP “Let it go”. James Bay ha pubblicato da poco il video della sua canzone “If you ever want to be in love”, del quale inseriamo il link qui sotto. Tutti i fan e critici si aspettano un grande successo con il prossimo album.

Buon ascolto…James Bay – Hold Back The River – YouTube

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