L'Intervallo Salesiano » Blog Archives

Tag Archives: Attualità

SOS Caserta!

Allarmati dalle varie risse in pieno centro avvenute nelle strade più popolate della città di Caserta, i carabinieri e le forze dell’ordine si sono ‘mossi’ per attuare un programma di allerta con l’intento di rendere il weekend più  sicuro per i cittadini e soprattutto per i giovani che sono coloro che di solito non tornano a casa prima delle 23.00. Vi è mai capitato di non voler uscire o di non voler restare in giro fino a tardi onde evitare di assistere a spiacevoli situazioni? Bene, da questo momento potete dormire con i pensieri tranquilli perché per le strade della nostra città ,con ordinanza del Questore di Caserta , vengono attuate maxi operazioni per assicurare una maggiore protezione e sicurezza. Si richiedono maggiori controlli soprattutto per  lo spaccio di stupefacenti, la sosta selvaggia e la presenza di parcheggiatori abusivi. Già dallo scorso sabato quest’ operazione ha avuto luogo e sono state segnalate ben 75 violazioni al codice della strada e altri sequestri a stranieri che vendevano per strada borse contraffatte e falsificazioni di vari marchi famosi. Speriamo con tutto il cuore che quest’operazione sia fruttifera e che spiacevoli situazioni si possano evitare con queste iniziative.

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Trenta anni fa l’ Italia dice no al nucleare

Fu proprio un italiano, il fisico Enrico Fermi, a creare il primo prototipo di reattore ad energia nucleare controllata servendosi di uranio e grafite pura, nell’ ambito del progetto Manhattan che portò alla formazione della prima arma nucleare da parte degli americani vincitori del secondo conflitto mondiale. In Italia, invece, si dovranno attendere i primi anni sessanta affinché si costruiscano le prime centrali nucleari. Si trattava di impianti di origine anglo-americana ed erano più che altro dei prototipi. Le prime strutture furono innalzate a Latina, a Sessa Aurunca (CE) e a Trino (VC) tra il 1963 e il 1965. Un’ altra centrale elettronucleare fu varata a Caorso (PC) nel 1970. Essendosi dotata di strutture altamente innovative come quella di Sessa Aurunca, l’ Italia risultò come terza nazione produttrice di energia elettrica di derivazione nucleare nel 1966 e questo nuovo tipo di fonte energetica riuscì a coprire il 4% del fabbisogno nazionale. Nel 1975 e nel 1982 furono introdotti due progetti per diffondere la componente nucleare e si arrivò a progettare ulteriori centrali. Questi piani subirono una battuta d’ arresto all’ inizio degli anni Ottanta in seguito a incidenti come quello di Three Mile Island del 1979 negli Stati Uniti e quello di Chernobyl (1986) nell’ allora Unione Sovietica. Quest’ ultimo specialmente ebbe un grande impatto mediatico nei confronti dell’ energia elettronucleare. Non a caso il popolo fu chiamato l’ 8 e il 9 novembre alle urne per decidere se concedere o meno al CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) il potere di decidere la localizzazione degli impianti, l’ abrogazione dei contributi ai Comuni ospitanti complessi nucleari e il divieto imposto all’ ENEL di partecipare alla costruzione di strutture nucleari  in paesi esteri. L’ opinione pubblica si dimostrò nettamente a sfavore e ciò decretò temporaneamente  il fallimento del progetto in Italia. Negli anni successivi ci fu un acceso dibattito sempre riguardo questa fonte di energia e si arrivò ad un referendum nel 2011. Le consultazioni portarono sempre ad un esito negativo e ciò portò al definitivo smantellamento dei siti, tuttora in corso.

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A Caserta viene multata anche la buona volontà (?)

Caserta, un uomo di nome Salvatore C.,59 anni, disoccupato, abitante del rione Vanvitelli, ‘un parrocchiano della chiesa Buon Pastore’ come dice Don Antonello Giannotti, è stato multato poiché non autorizzato a pulire in strada. In effetti l’uomo, che da anni vive il disagio della disoccupazione, si è munito di buona volontà e ha cercato di rendersi utile. Quindi, senza pretendere nulla in cambio, ha ripulito a dovere e curato i prati delle piazze Pitesti e Cattaneo, le cui condizioni erano pietose. Così l’uomo si è armato di coraggio, ha raccolto tutte le sporcizie da terra e ripulito persino i giardini e le aiuole da erbacce e rifiuti. Ma purtroppo molto spesso la buona volontà non basta… invece di dare una medaglia a quest’uomo così generoso e ammirevole i vigili lo hanno multato per mancata autorizzazione. I paradossi esistono in tutte le situazioni, è innegabile, ma multare un uomo che fa un’opera di bene in questi tempi è proprio il colmo…

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Caiazzo: arrestato dopo aver sparato al vicino

Cronaca – Caiazzo – I carabinieri del Comando Stazione di Caiazzo hanno tratto in arresto, in flagranza, per porto e detenzione di arma da sparo e lesioni, Antonio Palumbo. L’uomo, mentre si trovava all’interno dell’androne del palazzo dove abita, dopo aver dato vita ad un acceso diverbio con un vicino, ha esploso un colpo d’arma da fuoco ferendolo ad un piede. I militari dell’Arma, giunti sul posto su richiesta della vittima, hanno eseguito l’esame stub a carico del Palumbo nonché un sopralluogo che ha permesso di rinvenire un frammento di ogiva, sottoposta a sequestro. L’arrestato, è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

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Strenna del Rettor Maggiore: cosa avrebbe fatto Don Bosco?

La sera del 29 gennaio, in occasione dell’anniversario della santificazione di Don Bosco ci è venuto a trovare Don Antonio. I membri della casa salesiana l’hanno accolto amorevolmente insieme agli animatori, ai ragazzi del gruppo solidarietà e ai professori. La serata è iniziata con una preghiera e con la visione del film “In to the wild”. Poi, come quando una persona da tempo lontana da casa al ritorno dal suo viaggio racconta tutte le sue avventure, così il salesiano ha tenuto un lungo discorso su diversi argomenti. In primo luogo ha parlato di come Gesù, presentandosi come una novità, ha infranto la monotonia della vita degli apostoli; ha anche detto che in realtà chi non ha conosciuto Gesù è fortunato in quanto può confidare in lui senza trovare un suo riscontro reale che comunque non appagherebbe una sete di verità che è impossibile placare. Dunque, il segreto è proprio nell’amare incondizionatamente Dio che colmerà quella nostra esigenza di infinito che troppo spesso porta gli uomini ad illudersi di essere eterni rincorrendo un presente, ornato di piaceri e di eccessi, destinato a svanire. 

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La Luiss ai Salesiani per guardare al futuro

Il 21 gennaio in sala Don Rua le classi del quarto anno hanno partecipato nelle ultime due ore di scuola ad un orientamento universitario tenuto da un professore della Luiss di Roma. L’incontro è stato organizzato allo scopo di sensibilizzarci sulla scelta della facoltà universitaria e pubblicizzare le Summer School della prestigiosa università. La Summer School, come ci ha spiegato il docente, consiste nel vivere un esempio di vita universitaria e di preparazione ai test per le diverse università. Ho trovato molto costruttivo questo incontro in quanto rappresenta un tentativo da parte della scuola di farci capire un po’ meglio in cosa consiste l’università. Molto spesso, infatti, si parla di spaccatura tra il mondo liceale e quello universitario, ma dopotutto questo incontro ci fa capire come sia possibile ridurre il divario. Ho personalmente apprezzato molti consigli del professore, come quello di assistere a lezioni universitarie per capire gli argomenti affrontati e valutare la propria vocazione con esse e anche l’invito/consiglio di iniziare a prepararsi per eventuali test in modo da sgombrare il quinto anno da una serie di gravosi impegni. Non mancherò di seguire tutti questi consigli e spero di esservi stato utile in minima parte…Buona scelta universitaria a tutti.

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COP21: Andate a prendere in giro qualcun altro

Il giorno 30 novembre si è tento un consiglio internazionale al quale hanno preso parte tutti i rappresentanti degli Stati più influenti del mondo per discutere dei cambiamenti climatici e delle loro tragiche conseguenze nel tentativo di arginare il problema. Tutto ciò come se da un giorno all’altro una riunione condominiale di vecchietti  potessero arrestare un corso di eventi che affonda le sue radici nell’evoluzione dell’uomo sin dai tempi più remoti. E guarda caso questa messa in scena si è  svolta in contemporanea con il giubileo, focalizzato proprio sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla salvaguardia del creato. La COP21, tenutasi a Parigi, sembra molto più una formale riunione, rivestita di tanta importanza solo perché osservata da un numero immenso di spettatori con un grave complesso di inferiorità, causato forse dai media, che ormai alienano le masse sempre più caratterizzate da ipocrisia ed apparenza. 

L’uomo, quando raggiunge l’apice, brama una cosa soltanto: ancora più potere. L’uomo è molto intelligente, se volesse potrebbe arrestare senz’altro la dispersione di un po’ di gas nell’atmosfera e fare molto di più. Il problema, però, sono gli uomini che detengono il potere, declinabile in diverse forme: gestire il progresso investendo enormi capitali (purtroppo solo per guadagnare ulteriormente, anzi sperando nella regressione per poi ri-attuare le stesse azioni in una storia ormai monotona); controllare e alterare  la capacità delle persone di percepire il proprio contesto sociale tramite programmi TV sempre più stupidi o con un sistema scolastico obsoleto; nascondersi dietro un presidente, un ideale inesistente o un lupo cattivo, facendo vedere alla gente quello che vuole vedere o il mostro che vuole esiliare. Evidentemente ci preferiscono stupidi. Il potere è solo il mezzo attraverso il quale si deve rendere la società l’estensione di ogni individuo, in modo che ognuno possa concretamente contribuire al cambiamento, ma è inutile se diventa vana espressione di se stesso. E allora: andate a prendere in giro qualcun altro!

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Il nostro sabato mattina: accogliamo l’altro indistintamente

Il rientro mensile di dicembre ci ha riservato un’illuminante riflessione-confronto sul vero valore del Natale. Essa è stata sviluppata in tre fasi: la prima ha visto i ragazzi delle varie classi del triennio riunirsi in luoghi differenti (terzo-quarto anno in Teatro e quinto anno in sala audiovisivi) per ricevere input sulla riflessione attraverso filmati e letture; la seconda fase ha visto la rielaborazione per singole classi, che hanno lavorato sui contenuti; la terza ha riservato il confronto e la condivisione finale negli stessi luoghi di inizio ritiro. I temi sui quali ci siamo soffermati sono quelli dell’ accoglienza del diverso, inteso anche come Cristo, nella quale risiede il significato più profondo del Natale. Più nello specifico ci siamo cimentati sulla tematica dell’immigrazione, sempre molto attuale perché ci mette di fronte alla difficoltà di accogliere individui con una cultura e una condizione sociale diversi dalla nostra solo a causa del pregiudizio. dalla riflessione-confronto è emerso che quest’ultimo è il vero ostacolo al confronto e all’integrazione, in quanto impedisce ad entrambe le parti di confrontarsi. Certo, i pregiudizi sono talvolta necessari, in quanto consentono alle persone di esprimere la loro diversità tramite canoni generalmente riconosciuti, ma questi devono essere finalizzati solo all’esigenza di comunicazione, e pertanto devono essere soggetti a mutamento. La problematica dell’accoglienza è stata poi estesa al tessuto relazionale che si instaura nei contesti sociali di cui ognuno ha ampiamente fatto esperienza, ad esempio nelle stesse classi scolastiche, dove in realtà non riusciamo ad accogliere veramente l’individualità altrui. L’immigrazione, dunque, è stata identificata solo come caso generalizzato e maggiormente pubblicizzato dai media mentre la problematica del pregiudizio-giudizio tra gli individui è ben più estesa. Essa è un fenomeno che ci riguarda molto più direttamente di quanto ci si aspetti. A ben pensare, infatti, tutti siamo immigrati e nello stesso tempo distruttori di ponti ogni qual volta ci chiudiamo al confronto, anche dietro maschere, che di sicuro non ci rappresentano. Bisogna avere il coraggio di eliminare queste maschere ed abbattere le barriere che ci separano, favorendo il confronto.

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Domenica 20 dicembre: 21esima Marcia della Pace a Caserta

“Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. E’ questa frase di Papa Francesco che dà il tema alla 21esima Marcia della Pace, che si svolgerà oggi 20 dicembre a Caserta. La Marcia della Pace è organizzata dal Comitato “Caserta Città di Pace” della Diocesi di Caserta, che in quest’occasione celebra anche il suo ventesimo anno di vita (1995-2015), in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S. Pietro” e il Centro Pastorale Giovanile. L’appuntamento per la partenza della Marcia della Pace è alle ore 17.45 al Sagrato della Parrocchia del Buon Pastore (Piazza Pitesti), dal quale si partirà intorno alle 18.00 con la fiaccolata, seguendo il percorso: da Viale Cappiello, attraverso Viale Beneduce e Via San Carlo fino ad arrivare a Piazza Duomo verso le 19.00. Quest’anno la Marcia della Pace è particolarmente significativa per tutti gli atti di terrorismo ai quali stiamo assistendo, non a caso essa è organizzata PER DIRE NO ALLA III GUERRA MONDIALE A PEZZI E AL TERRORISMO. Alle 19.15 presso Piazza Duomo ci sarà il saluto del vescovo, S. E. Mons. Giovanni D’Alise e la testimonianza di pace di AbdAllah Massimo Cozzolino e di profughi e rifugiati politici. La manifestazione sarà animata dai gruppi SCOUT e dalla banda ANSPI della Diocesi, con la partecipazione delle Comunità Islamiche e alla presenza del Mons. Raffaele Nogaro.

Molto spesso consideriamo tutte le notizie che sentiamo al telegiornale qualcosa di distante da noi, qualcosa di lontano, qualcosa che non ci riguarda, molto spesso pensiamo tutto ciò, magari fino a quando tutte queste brutte cose non ci toccano personalmente, e allora ci mobilitiamo per combattere, seppur nel nostro piccolo, la guerra e il terrorismo; ma perchè non attivarci prima, perchè non far sentire da subito la nostra voce?!

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Oh no, è di nuovo Natale!

Ancora una volta, come tutti gli anni, è di nuovo Natale. Com’è ormai tradizione dire, a Natale siamo tutti più buoni, no?! Forse no: quella era la pubblicità della Bauli, ma la verità è che siamo tutti più esausti ed esauriti. Ogni anno gli italiani spendono sempre di più in regali, ognuno di noi impazzisce per trovare quello giusto, ma, alla fine, tutto sfocia sempre in una vana formalità che non rende felice nessuno e riempie di stress un periodo che dovrebbe essere di riposo, condivisione e anche di pausa, per riflettere. Inoltre, il regalo viene visto come un pugno al quale bisogna disperatamente rispondere, e questo genera un’infernale reazione a catena per la quale tutti si ritrovano schiaffati in un centro commerciale, tentando di fare breccia tra la folla, magari con un passeggino, per cercare un oggetto privo di significato. Il regalo aveva senso un tempo, quando le persone sapevano cosa desideravano, ma ora che tutti abbiamo tutto, a che serve? Serve alle multinazionali per fare tanti bei soldini, magari sulle palle di Natale che divengono ogni anno più grosse. Questo non mi sembra un regalo ma piuttosto un’enorme colletta di miliardi di euro, che di certo a noi non mancano, ma a qualcun altro sì. Tutto si riduce ad un dazio pagato ad un sistema che ci tratta come macchine soggette a un moto caotico e prevedibile, da soggiogare e spolpare sempre più intensivamente ogni anno. Facciamoci allora tutti finalmente un vero regalo: abbandoniamo questi formalismi e cerchiamo di svincolarci da inutili convenzioni. Poi, se proprio dobbiamo comprare, acquistiamo qualcosa di veramente utile che magari non potevamo permetterci prima  ed evitiamo di trasformare il Natale in un’inutile ed affannosa ricerca di cose futili. Se poi dovesse avanzare qualcosa, sarebbe bello ricordarsi di chi quel qualcosa non può permetterselo.

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E tu quanto costi alla Terra? Calcola la tua impronta ecologica

Venerdì scorso (27 Novembre), nel corso delle prime due ore, le classi del quinto scientifico sono state impegnate nell’incontro con il Comitato “Caserta Città di Pace” promosso ed organizzato dal professore di religione Don Vanni. La conferenza è stata incentrata sul tema della pace, in particolar modo i relatori si sono soffermati sulla lotta al terrorismo, sulla nascita e lo sviluppo dell’ISIS e sulle responsabilità, soprattutto occidentali, degli attacchi terroristici che stanno colpendo l’intera Europa. Nella trattazione di questi argomenti è emersa, come causa principale di quella che viene tutt’oggi definita la Terza Guerra Mondiale, la presenza dei grandi giacimenti petroliferi in Siria, dei quali i paesi occidentali hanno un gran bisogno per le loro politiche consumistiche.

Ecco che viene nominata l’impronta ecologica, sulla quale vogliamo oggi soffermarci. Qual è la superficie di territorio necessaria per sostenere una data economia all’attuale standard di vita, quanto richiede ciascuna persona alla Terra per sostenere il proprio stile di vita?

L’impronta ecologica, introdotta nel 1996, si calcola considerando proprio il carico dell’attività umana su alcune “categorie” di spazio ecologico: in base ai consumi, si calcola la superficie necessaria all’agricoltura, il mare per la produzione di pesce, la superficie necessaria ad assorbire i gas serra prodotti dalle attività umane, lo spazio necessario all’edilizia ed infine la superficie per la biodiversità (sopravvivenza delle altre specie viventi).

Dopo aver calcolato l’impronta ecologica dell’umanità, al fine di valutare la sostenibilità della Terra, questa viene confrontata con la capacità rigenerativa del pianeta. Ed è proprio in questo momento che nascono i problemi: dagli ultimi rapporti si è stabilito che l’impronta ecologica è raddoppiata dagli anni ’60 ad oggi.

Occorre, allora, prendere coscienza della situazione nella quale ci troviamo, e ridurre al più presto il peso della nostra impronta ecologica, che sta gravemente sovraccaricando il pianeta. Si potrebbero addirittura risolvere due problemi in uno: potremmo ridurre la nostra richiesta di petrolio e salvare la Terra da una sicura auto-distruzione. 

Cosa aspetti? Calcola la tua impronta ecologica, ed inizia da subito a farla diventare sempre più piccola.

 

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Santa Cecilia: il talento di essere liberi

Il 21 novembre scorso, presso il teatro dell’Istituto Salesiano di Caserta, si è svolta la divertentissima manifestazione di Santa Cecilia. L’evento, coordinato dall’inesauribile don Massimo e dai suoi collaboratori, è stato un modo per conoscere meglio la figura di Santa Cecilia, la santa della musica, in particolare la sua importanza nella tradizione salesiana, ma anche per ricordare le numerose vittime del terrorismo e della guerra e quindi per pregare per la pace. Lo spettacolo è stato un vero e proprio successo grazie al coraggio dei partecipanti di mettersi in gioco in molteplici attività, quali musica, danza, canto e recitazione ed al coinvolgimento attivo del pubblico. L’apertura dello spettacolo è stato affidato a tre studentesse del quarto classico: Antonietta D`Amato, che si è cimentata nel canto di “You’ve Got The Love”, al quale ha conferito grande intensità vocale ed emotiva, Claudia Motta, presenza fissa di Santa Cecilia, che ha dato l’ennesima dimostrazione della sua splendida voce, portando sul palco la canzone di David Guetta “Titanium” e Viviana Mannella, che ha eseguito in modo molto originale un ballo moderno ispirato al Ping pong. A queste performance singole sono sopraggiunte quelle di due “mitici” gruppi: il primo composto dal cantante Ciro Amicone, dal chitarrista Luca Aulicino e dal batterista Loris Corvino; il secondo formato dalle cantanti Alice D’Uonno e Serena Trotta, accompagnate al piano da Rita Dal Poggetto. Momento molto toccante è stato, poi, quello regalato da Emanuele De Lucia, che ha recitato magnificamente la celebre opera “A’ Livella” di Totò, lasciando tutti gli spettatori a bocca aperta; Emanuele è stato capace di far trasparire la propria individualità, seppur nella perfetta imitazione dell’attore napoletano. Lo spettacolo è stato condotto dai rappresentanti d’Istituto Vittorio De Caprio e Andrea Tambaro,  con quest’ultimo che si è rivelato un vero “animale da palcoscenico”, capace di cimentatosi sia nella presentazione che nelle canzoni “Imagine” di John Lennon, da solista e “Le cose dette mai” di Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo, in duetto con la bravissima  Milena Ferrara. La loro esibizione, unica  ad essere stata bissata, ha unito professori ed alunni, dalle prime alle quinte, stonati ed intonati,  in un unico coro che ha visto cantare tutti insieme come una vera famiglia. Ci auguriamo che la tradizione dell’anniversario di Santa Cecilia continui  su questa strada, coinvolgendo sempre più ragazzi in modo semplice e spontaneo, ovvero nel puro spirito salesiano. 

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