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    L’Orchestra Don Bosco

    Cosa significa far parte dell’Orchestra Don Bosco? Ore ed ore di prove.
    L’impegno di tutti noi componenti dell’orchestra è notevole, anche perché non ci è concesso trascurare lo studio, quindi ci destreggiamo tra ore in sala prove ad eseguire brani musicali e ore in aule studio a prepararci per la versione di greco o l’interrogazione di matematica del giorno seguente. Ogni giorno mettiamo un enorme impegno per restare membri di quest’orchestra, anche quando il nostro entusiasmo si affievolisce perché ci sentiamo “stanchi morti” o perché si è preso un brutto voto a scuola.

    Significa far parte di un insieme di 70 ragazzi di età diverse ed ognuno con la propria esperienza di vita. Significa lavorare con il maestro Enzo Anastasio e imparare ad eseguire gli arrangiamenti dei brani che ci propone. Significa vedere i nostri docenti e i nostri genitori orgogliosi di noi alla fine di ogni esibizione. Significa fare mille esperienze, che non avremmo mai fatto altrimenti, come poter fare del bene ad altri semplicemente con la nostra passione per la musica. Per chi volesse assistere alle nostre esibizioni e sostenere le nostre iniziative, ecco le prossime date: il 15 dicembre al Complesso di S.Chiara a Napoli; il 18 dicembre presso i Salesiani  a Napoli alle 17; il 30 dicembre presso la parrocchia Del Buon Pastore a Caserta; il 4 gennaio presso l’Istituto penale minorile ad Airola. 


    Angelica Faraone 2° Classico

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    Talenti in palcoscenico

    Il 25 Novembre si svolgerà, presso il teatro Don Bosco di Caserta, il tradizionale contest artistico dedicato a Santa Cecilia, patrona della musica, degli strumentisti e dei cantanti. Un grande momento di spettacolo organizzato e ormai collaudato da tanti anni nella nostra scuola di grado superiore e assai atteso da tutti noi studenti: una tradizione alla quale i Salesiani tengono molto, poiché Don Bosco diceva che “una casa senza musica è come un corpo senza musica”. Durante questo talent gli studenti hanno la possibilità di mettersi in gioco e mostrare il proprio lato estroso che non sempre è possibile far emergere in aula, tra i banchi di scuola. C’è chi balla, chi canta, chi suona, e se anche tu hai un talento nascosto non aver paura di mostrarlo, lanciati e mostra a tutti quel che sai fare.

    Michela Altarelli 3° Classico

     

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    #infarmaciaperibambini

    “La cosa più bella che puoi fare per te è fare qualcosa per gli altri”, sosteneva Madre Teresa di Calcutta, missionaria che ha speso la sua vita a servizio dei più poveri e bisognosi.
    Il 20 novembre, con la XXX “Giornata Mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 2019”, è tornata nelle farmacie, l’iniziativa della Fondazione Francesca Rava #infarmaciaperibambini, volta alla raccolta di farmaci che aiuta i minori in condizione di disagio in Italia e nel mondo. Molte le parole  pronunciate quotidianamente sui diritti dei bambini, tanti ancora oggi non tutelati, come quello alle cure mediche. In Italia, infatti, molti fanciulli e ragazzi vivono lontani dalle loro famiglie e si trovano in situazione di povertà sanitaria. Nel 2018, secondo i dati Istat, l’incidenza della povertà assoluta fra i minori è stata pari al 12,6%, più di 1 su 10 (1 milione 260mila).
    Ormai alla settima edizione, la Campagna di sensibilizzazione sarà orientata alla raccolta di farmaci, alimenti e prodotti pediatrici. 2.500 i volontari, in 2.000 farmacie italiane, impegnati allo scopo di compiere donazioni a  circa 600 Case Famiglia, Comunità per minori, Enti che aiutano nuclei familiari in difficoltà. Anche la casa famiglia dei Salesiani di Caserta, insieme alla Fondazione Rava, raccoglierà farmaci per l’iniziativa #infarmaciaperibambini presso la Farmacia S. Anna di Piazza S. Anna di Caserta. Un evento di grande valore, un aiuto concreto a favore di tanti bimbi e adolescenti meno fortunati. Nella scorsa edizione 1.780 sono state le farmacie sul territorio nazionale che hanno aderito e insieme all’aiuto di  altre aziende  è stato possibile raccogliere 201.084 prodotti che sono stati donati a 554 Enti beneficiari. Rendiamoci ambasciatori dei diritti dei bambini! Un piccolo gesto di solidarietà può fare la differenza, un atto di generosità può cambiare il mondo.

    Chiara Mastroianni 4º Classico

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    Un Muro lungo 28 anni

    Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro. 30 anni avevano atteso milioni di persone prima di riversarsi a Berlino e festeggiare il crollo della cortina di ferro che contrapponeva due blocchi geo-politici opposti. Cemento e filo spinato, legami di sangue e vincoli di amicizia spezzati per 28 lunghi anni, vite separate per tanti giorni della nostra storia. Una folla esultante che ha segnato la fine di un era, ma non la fine dei muri. 6000 sono i chilometri di barriere innalzati negli ultimi dieci anni nel mondo, ha affermato Tim Marshall: tra Botswana e Zimbabwe, tra Grecia e Macedonia, tra Arabia Saudita e Yemen, tra Stati Uniti e Messico, tra Serbia e Ungheria, nella stessa Europa sbarramenti e confini imprigionano il pensiero degli uomini. Ci si rende conto quotidianamente dell’avvento inarrestabile e preponderante del cemento ideologico. Concetti quali razionalità, dialettica, oggettività, valore, sono ormai parole svuotate di significato. Gli “ismi” sembrano ormai rappresentare la malta che sorregge e favorisce la tenuta dei mattoni dell’intolleranza e della divisione. Una calcificazione dell’idea di libertà che alimenta sempre più la rinascita di sentimenti sovranisti e nazionalisti. Una drammatica tendenza che sta cancellando l’idea cartesiana della libertà non come un puro e semplice «libero arbitrio d’indifferenza», ma come impegnativa e concreta scelta di cercare la verità tramite il dubbio, o il principio kantiano dell’uomo che nel suo comportamento morale si sente responsabile delle sue azioni. Che l’uomo abbia perso la sua libertà di scelta? Esiste ancora la possibilità di compiere un’inversione di tendenza? Si può ancora contrastare la negazione del pensiero? Siamo sicuramente  ancora in grado di rigenerare il pensiero critico per comprendere le motivazioni di ciò che accade per porre in essere strumenti in grado di analizzare il passato e comprendere il presente.

    Chiara Mastroianni  4º Classico

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    l’Istituto Sacro Cuore di Maria a fianco di #ioleggoperché

    Anche quest’anno con la maratona di #ioleggoperché, la grande raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche, è ripartita l’iniziativa nazionale di promozione della lettura organizzata dall’Associazione Italiana Editori.
    Letture di passi scelti da classici della letteratura, incontri con autori, convegni, interviste ad autori, editori, professori, studenti, lettori, spettacoli e rappresentazioni teatrali caratterizzeranno l’iter dell’impegnata mobilitazione nazionale. Tutto questo è possibile grazie all’energia, all’impegno e alla passione di insegnanti, studenti e del pubblico che ogni anno contribuisce al successo di #ioleggoperché. Finora sono stati donati alle scuole oltre 600.000 libri, che hanno arricchito il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche italiane. Da sabato 19 a domenica 27 ottobre, è stato possibile acquistare libri da donare alle scuole, ed anche il nostro Istituto Salesiano è sceso in campo perchè come affermava Cesare Pavese “leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati…parole che risuonano in una zona già nostra, ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”. Genitori, parenti, amici, sostenitori, tutti invitati a partecipare agli eventi, ma soprattutto a donare al nostro Istituto un libro magari con dedica, che andrà ad arricchire la nostra biblioteca scolastica. Noi leggiamo e voi?

    Chiara Mastroianni IV Classico

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  • La festa della legalità

    Dedicata a tutte le persone che si sono schierate contro la criminalità organizzata e che hanno perso la propria vita per mano della camorra

    Per il rientro di sabato 16 Marzo è stato proposto agli alunni della scuola Media un’attività formativa riguardo la “Giornata della Legalità”, per onorare la memoria delle tantissime vittime cadute sotto i colpi di mafia, ‘ndrangheta, camorra o qualsiasi altra forma di associazione delinquenziale organizzata. Le classi si sono riunite nel Salone Mamma Margherita per dedicare un momento di riflessione al concetto di legalità e alla figura di don Peppino Diana. Alcuni alunni di terza media si sono alternati nella lettura di un testo sul perché è stata istituita in Campania la Giornata della Legalità e sull’impegno di don Diana nel nostro territorio.

    Dal 2013, infatti, per celebrare il ricordo del sacerdote di Casal di Principe ucciso dalla camorra casalese, la Regione Campania ha dichiarato il 19 marzo “festa della legalità”: giornata dell’impegno e della memoria, nel corso della quale le istituzioni scolastiche sono invitate a programmare iniziative a favore della legalità, contro ogni tipo di mafia e di violenza.

    Altri alunni di terza media hanno introdotto due video per far conoscere la storia e l’opera di don Diana: il documentario “Don Giuseppe Diana (per amore del mio popolo non tacerò)”, di Martin Di Luca, e “Campo estivo sui beni confiscati alle mafie”, quest’ultimo riporta esempi di cosa si può fare nei terreni sottratti alla camorra e restituiti alla comunità.

    Nel documentario di Martin Di Luca, del 2010, sono raccolte le testimonianze di chi ha conosciuto don Peppino Diana, come la sua mamma, e i suoi parrocchiani; il commento di Roberto Saviano, scrittore e giornalista minacciato anche lui dalla Camorra, infatti vive sotto scorta; spezzoni dalla trasmissione televisiva “Blu notte”, condotta dallo scrittore Lucarelli, che ricostruì l’assassinio di don Giuseppe Diana. Il documentario è dedicato anche a Peppino Impastato, altra vittima della Mafia, per questo motivo nel filmato è stata inserita la canzone “100 passi”, dei Modena City Ramblers, perché fa appunto riferimento al giovane siciliano che viveva a 100 passi dalla famiglia mafiosa alla quale si ribellò, e fu poi brutalmente ammazzato.

    Al termine della visione, tutti gli alunni sono stati invitati a riflettere sul significato di “legalità”, sono stati distribuiti post-it colorati su cui scrivere la propria riflessione, e quindi esposti il 19 Marzo, su una bacheca all’ingresso della scuola, come omaggio alla figura di Don Peppe Diana.

    Il problema Mafia è purtroppo ancora attuale, ma resta la speranza di estirparla definitivamente dai nostri territori educando i giovani alla legalità e più in generale al rispetto delle regole.

    In Italia esistono molte associazioni antimafia, come la napoletana “Associazione Studenti contro la Camorra”, costituita da giovani volontari che organizzano eventi, seminari e campagne di vario genere,  ma  il loro impegno si concentra soprattutto nelle scuole, parlando di legalità, partecipazione e cittadinanza attiva; oppure come l’associazione presieduta da don Luigi Ciotti, “Libera”, che coordina più di 1600 realtà nazionali e internazionali che si occupano in vario modo del contrasto alla criminalità organizzata, promuovendo i diritti di cittadinanza, la cultura della legalità democratica e la giustizia sociale, valorizzando la memoria delle vittime di mafie, contrastando il dominio mafioso del territorio.

    Paolo Manna

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  • Ricordando il 31 Gennaio

    Don bosco muore il 31 gennaio del 1888 e in Paradiso aspetta i “suoi giovani”: non soltanto quelli conosciuti durante la sua vita, ma tutti noi che percorriamo il cammino da lui tracciato, perché chi segue i suoi insegnamenti sa di agire per il bene sociale, che è il nostro paradiso terreno. Con questo sentimento, alcuni tra gli studenti del liceo hanno dato un contributo al “buongiorno delle Medie”, raccontando come la vita di certi ragazzi sia cambiata in meglio dopo aver conosciuto san Giovanni Bosco. Gli alunni della scuola Media e Primaria hanno partecipato al contest espressivo-artistico “il mio don Bosco” e al minitorneo sportivo, ma anche i ragazzi dei liceo si sono divertiti con la tradizionale “caccia al tesoro”: il 31 gennaio si fa festa per ricordare un padre, un maestro, un amico. La mattinata di giochi si è conclusa con la Santa Messa celebrata dal vescovo Giovanni D’Alise e dal nostro direttore Don Gino Martucci, presso la Cattedrale di San Michele Arcangelo: il sogno di don Bosco è stato quello di educare al bene, perciò i docenti di tutti i plessi hanno preso parte a un momento coreografico con l’intento di mostrare quanti educatori salesiani e laici, seguendo la strada tracciata da un “sognatore”, rendano ancora possibile questo progetto educativo. La messa è stata animata anche dalla musica eseguita da alcuni studenti della nostra scuola e dai cori intonati da tutti. Alla messa serale, celebrata da don Gino, nel Santuario salesiano, è stata riproposta la coreografia dei docenti, e ne hanno preso parte anche gli animatori e i cooperatori, oltre ad aver rinnovato il loro impegno di fronte alla comunità. I festeggiamenti si sono conclusi domenica 3 febbraio, con la messa in Santuario celebrata dal parroco di sant’Anna – ma con un’altra coreografia, quella delle ballerine della scuola di danza Enjoy – e con i giochi in cortile per tutti i bambini e ragazzi che frequentano l’oratorio!

    Nicolò D’Ambra

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  • La Notte Bianca ai Salesiani di Caserta, duecento volte grazie!

    Sono stati duecento gli studenti del nostro liceo coinvolti nell’organizzazione della “notte bianca”, che si è svolta lo scorso venerdì 11 gennaio, presso il nostro istituto, in contemporanea con tutti i licei classici d’Italia. L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Istruzione, è arrivata alla sua quinta edizione, ed è nata per promuovere il valore della cultura umanistica. La serata ha visto la partecipazione di oltre cento famiglie che hanno assistito con entusiasmo a letture sceniche e rappresentazioni teatrali svoltesi nelle aule ad opera degli studenti coadiuvati dai docenti. Alle 18:00 si è dato inizio alla manifestazione con la proiezione del cortometraggio, in visione nazionale, sull’importanza di frequentare il liceo classico. In occasione dell’evento, gli organizzatori de “La notte nazionale del liceo classico” hanno lanciato un concorso di scrittura: “Quella mattina, come sempre, stavo andando a scuola. Ma la solita strada, le solite case, i soliti negozi, era come se non li ritrovassi più. Uomini in chitone o in clamide e donne in lunghi pepli mi camminavano accanto…”, questo l’incipit del testo da redigere, ed è stato scelto per partecipare al concorso e per aprire la serata, il componimento di Martina Farina, studentessa del nostro liceo classico. Prima tappa del percorso l’osservazione delle stelle, attraverso l’apposita strumentazione di cui dispone il nostro istituto. Stelle, “buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito” come scriveva Confucio, il tema portante della serata che, dagli albori della civiltà hanno destato stupore nelle popolazioni antiche specie presso gli antichi greci. Hanno fatto seguito la rappresentazione del “Mito della Caverna” di Platone, alcuni passi dell’Iliade di Omero e ancora versi dall’Inferno di Dante, sonetti di Shakespeare, sino ad arrivare alla prosa manzoniana dei Promessi Sposi. Accattivanti scenografie, giochi di luce ed effetti sonori hanno impreziosito la serata resa possibile dagli studenti del liceo classico, con la partecipazione straordinaria di studenti degli altri due indirizzi, liceo scientifico tradizionale e quello sportivo. Duecento volte grazie!

    Chiara Mastroianni

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  • Ho imparato a sognare

    Una sera d’inizio primavera, l’esuberante, vulcanica e frizzante diciassettenne Nadia e l’amica del cuore Alessandra, si allenano fra le rappezzate mura del vecchio palestrone del paese.La passione per il loro sport, la pallavolo, e la loro innata complicità, portano le due giovani a restare in campo ben oltre l’orario previsto.Il richiamo con cui il burbero custode dell’impianto, Antonio, le invita a raggiungere le compagne nello spogliatoio, riporta le due ragazze alla realtà, al presente, quasi a risvegliarle da un sogno.Nadia, però, non ha alcuna intenzione di smettere di sognare e quell’ordine, “Muovetevi, a cambiarvi”, diventa il pretesto per coinvolgere l’uomo, suo malgrado, in una scommessa che ha il sapore di una romantica promessa, di un sogno.Un sogno da realizzare, troppo grande per non essere condiviso, troppo bello per non essere inseguito.Un sogno da vivere, per comprendere la più bella fra  le lezioni della vita: l’importanza  imparare a sognare.

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  • Storia del cinema: Inghilterra

    1900-1945

    Dal punto di vista di film prodotti, l’industria cinematografica ha sperimentato un’espansione nel momento della nascita nel 1910 ma durante gli anni venti ha attraversato una recessione causata dalla superiore competizione del cinema statunitense. Il “Cinematograph Films Act” del 1927 introdusse misure protettive miranti alla ripresa dell’industria cinematografica e portò ad un picco di produzione che raggiunse i 192 film nel 1936. Poi però, un’espansione incontrollata causò un crollo improvviso che portò a una diminuzione del numero dei film fino a tutta la seconda guerra mondiale.

    I primi a costruire e a far funzionare una macchina da presa da 35 mm in Gran Bretagna furono Robert W. Paul e Birt Acres. Furono gli autori del primo film britannico Incident at Clovelly Cottage nel febbraio 1895, non appena fu scaduto il brevetto sulla macchina da presa.

    Negli anni 20 si produssero molti film di serie B, a causa di un buco legislativo che favoriva la produzione di film economici e veloci, che fu causa di un arretramento nello sviluppo dell’industria cinematografica. Bisogna considerare però che molti cineasti britannici si formarono proprio grazie a questi ”quota quickies”, compresi Michael Powell e Alfred Hitchcock.

    Ricatto (Blackmail) (1929) di Alfred Hitchcock è considerato il primo film sonoro britannico. Nell’era del muto gli spettatori erano ricettivi rispetto a pellicole provenienti da tutte le nazioni. Ma, con l’avvento del sonoro molti attori stranieri, o quelli con spiccati accenti regionali, si trovarono fuori mercato, mentre l’inglese più formale divenne la norma.

    Vi fu poi una recessione dell’industria, dopo gli anni boom a cavallo del 1930, i crescenti investimenti e l’eccessivo ottimismo che accompagnarono l’espansione verso il mercato statunitense, causarono lo scoppio della “bolla” nel 1937. Delle 640 compagnie di produzione britanniche registrate tra il 1925 e il 1936, 20 erano quelle ancora attive nel 1937.
    Questo periodo, nonostante sia stato ”poco prolifero” nel lungo termine, ebbe un importante ruolo di formazione dei fututri registri del dopoguerra.

    Le restrizioni imposte dalla guerra mondiale sembrarono, contrariamente a quanto aspettato, dare nuova energia all’industria cinematografica britannica.
    Il cinema britannico cominciò ad usare sempre di più le tecniche documentaristiche e autori precedentemente impegnati in documentari realizzarono film improntati sulla realtà, molti dei quali aiutarono a formare un’immagine popolare della nazione in guerra.

    1945-2016

    Verso la fine degli anni quaranta, la “Rank Organisation”, fondata nel 1937, nel periodo di recessione, da J. Arthur Rank, divenne il soggetto dominante dell’industria cinematografica britannica.
    Tra i film più significativi prodotti in questo periodo abbiamo Breve incontro (Brief Encounter) (1945) di David Lean del quale vanno ricordati anche due adattamenti da Dickens, Grandi speranze (1946) e Oliver Twist (1948).

    Negli anni cinquanta ci fu un leggero arretramento rispetto al prestigio che aveva acquisito il cinema britannico in campo mondiale, e ci si cominciò a concentrare maggiormente su commedie popolari, mentre le storie drammatiche legate alla seconda guerra mondiale erano rivolte più che altro al mercato interno.

    Infine, una censura meno restrittiva incoraggiò, verso la fine degli anni cinquanta, i produttori di B-movie della Hammer Film Productions a lanciarsi in una serie di film horror che ebbero un grandissimo successo. Dopo aver cominciato con gli adattamenti in bianco e nero delle serie televisive di fantascienza della BBC scritte da Nigel Kneale, L’astronave atomica del dottor Quatermass (The Quatermass Experiment, 1955) e I vampiri dello spazio (Quatermass 2, 1957), la Hammer si specializzò rapidamente e con un’ottima riuscita nel colore, con le nuove versioni di Frankenstein (The Curse of Frankenstein), Dracula (Horror of Dracula) e La mummia (The Mummy). L’enorme successo commerciale li incoraggiò a girare seguiti su seguiti, e portò ad un’esplosione della produzione dei film horror in Gran Bretagna che sarebbe durata per due decenni.

    Si contano fra gli autori inglesi Ridley Scott e Stanley Kubrick, anche se quest’ultimo è stato naturalizzato britannico.
    Alien è il capostipite di una fortunata serie di fumetti e pellicole, ha dato vita a un ambiente cult e lo xenomorfo è ancora ricordato come uno dei ”mostri” più riusciti nel panorama internazionale, e l’atmosfera che il primo film riesce a dare è ritenuta ”irrecreabile” dagli stessi continuatori della pellicola.

    Stanley Kubrick è considerato un visionario del cinema, e molti suoi film sono passati alla storia come capolavori cinematografici, e molti anche impegnati socialmente e politicamente, come Arancia Meccanica.

    Il panorama cinematografico inglese si conclude poi con film del calibro di Black Hawk Down, il recente Robin Hood, e Sopravvissuto- The Martian, tratto dal libro omonimo, tutti diretti da Ridley Scott.

    Ovviamente è impossibile non menzionare la serie dell’agente segreto James Bond, 007, che si divide in vari tronconi, di cui ricordiamo quelli ”originali” con Sean Connery, e Spectre con l’incredibile performance di Daniel Craig.

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  • In ricordo della Liberazione

    Il 25 aprile è la data storica della liberazione dell Italia dal nazifascismo . Nell’aprile del 1945 le truppe alleate entrarono a Milano ponendo fine all’occupazione dell’Italia da parte dei nazisti

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  • Buona Pasqua

    Il 12/04/2017 saranno sospese le lezioni didattiche con l’arrivo della Pasqua , le attività riprenderanno il 19/04/2017. Durante queste vacanze ci saranno le ricorrenze di Pasqua e Pasquetta, nelle quale i  cattolici si recheranno a messa per ravvivare il loro spirito pasquale.

    Vi auguriamo una buona Pasqua da parte di tutto l’Intervallo Salesiano.

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