Vicenda Turchia-Olanda: Cosa succede?

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”Nazisti, la pagheranno”

Queste sono le parole con le quali l’autoritario presidente della Turchia, ha commentato i recenti scontri in Olanda fra il paese e i simpatizzanti Turchi.

Un dittatore è solito attaccare veementamente e con parole forti nazioni straniere, per apparire più forte agli occhi del popolo, ma senza prendere misure serie.

Invece in questo sia L’Aia sia Ankara non hanno intenzione di fare un passo indietro, e una potenziale crisi è all’orizzonte, ma, cosa è successo per davvero in questo weekend?

In Olanda vi è una situazione politica di polarizzazione con due partiti praticamente opposti che concorrono per il potere, il Partito per la Libertà, partito politico di estrema destra euroscettico, e il VVD, grossomodo un equivalente del PD.

La crisi è iniziata a causa della decisione di bloccare l’arrivo di Cavusoglu, ministro Esteri turco, che doveva tenere un comizio a Rotterdam per una manifestazione pro-Erdogan riguardante il controverso referendum Turco che deciderà se dare o meno più poteri al presidente.

Il leader del Partito per la Libertà  Geert Wilders, ha sollevato polemiche sulla manifestazione, e il governo, per prevenire scontri fra la comunità Turca e I seguaci di Wilders, decide di sospendere la manifestazione.

Nulla che non sia già successo con Germania e Austria, prontamente bollate come ”nazioni fasciste”, ma qui la siuazione ha, come si suol dire, preso una brutta piega.
La Turchia vuole sfruttare il ridotto peso internazionale dell’Olanda e la larga comunità turca a suo favore(500.000 su 17 milioni di abitanti totali).

Da ciò scaturisce una escalation di eventi, che porterà a una crisi diplomatica tra l’Olanda e la Turchia.
Quanto è grave la situazione?

Il ritiro delle ambasciate da entrambi I paesi, la rottura pratica dei rapporti diplomatici e l’invito del governo Olandese ai propri cittadini residenti o in viaggio in Turchia di ”stare attenti” già fanno pensare alla portata dell’incidente.

Erdogan attacca con paroloni l’Olanda, minaccia ”sanzioni diplomatiche” e chiama in causa l’Europa, chiedendo la discussione dell’incidente dinanzi alla corte di giustizia europea.

A tutto ciò l’Olanda risponde con un due di picche, negando ogni negoziato finchè il governo Turco non ritiri le proprie accuse e insulti, e il primo ministro olandese Mark Rutte fa riferimento alla Turchia come ”una nazione fiera di sè” ma precisando che ”anche l’Olanda lo è”.

Diplomaticamente la Turchia si trova in netta minoranza, avendo l’Olanda l’appoggio ufficiale di tutta l’Europa, ma si è giocata una carta molto importante, il trattato sui migranti, ha infatti espresso desiderio di ”Rinegoziare I termini del trattato”, mossa politica volta a ricattare l’Europa, magari per ottenere più fondi oltre che scuse ufficiali, oppure per permettere a partiti populisti e isolazionisti di cavalcare l’onda della situazione, vincere nei propri paesi e mandare in crisi la Nato, tutto ciò per avere mano libera in medio oriente e allearsi, senza troppo dare nell’occhio, con la Russia, tendenza questa già espressa in precedenza dopo il fallito colpo di stato.

In sostanza, è un altro colpo duro per la Ue, che, qualsiasi scelta prenderà, supportare l’Olanda facendo diventare il trattato sui migranti carta straccia, oppure chinarsi di fronte al volere turco, aizzerrà ancora più odio verso la già crollante Unione, e potrebbe purtroppo essere uno dei primi passi verso la sua caduta.

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