Category Archives: Accade Oggi

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Il cesaricidio e le idi di marzo

Per ‘cesaricidio’ s’intende l’eliminazione fisica di chi può limitare la libertà degli altri , per accrescere il proprio potere. Il termine fa riferimento alla storica uccisione di Cesare, avvenuta il 15 marzo del 44 a.C. avvenuta per opera di 20 senatori che erano contrari al potere nelle mani di una singola persona, poiché come si […]

Per ‘cesaricidio’ s’intende l’eliminazione fisica di chi può limitare la libertà degli altri , per accrescere il proprio potere. Il termine fa riferimento alla storica uccisione di Cesare, avvenuta il 15 marzo del 44 a.C. avvenuta per opera di 20 senatori che erano contrari al potere nelle mani di una singola persona, poiché come si ricorda Cesare, avendo ucciso il suo unico avversario politico rimasto, avviava la storia di Roma verso la dittatura. Questa data storica è anche ricordata come ‘idi di marzo’, con il termine ‘idi’ nel calendario romano si indicava il giorno 15 nei mesi: marzo,maggio,luglio e ottobre ed il 13 nei  rimanenti mesi.

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La Casertana ai Salesiani di Caserta

Dallo stadio alla scuola – Salesiani La Casertana fa tappa ai Salesiani. Secondo appuntamento della rassegna “Dallo stadio alla scuola”. Dopo il grande successo del prologo tenutosi presso il Liceo Manzoni, i falchetti approdano in un altro degli storici istituti del capoluogo. Giovedì 9 marzo alle ore 9.30 una delegazione della Casertana incontrerà gli studenti […]

Dallo stadio alla scuola – Salesiani

La Casertana fa tappa ai Salesiani. Secondo appuntamento della rassegna “Dallo stadio alla scuola”. Dopo il grande successo del prologo tenutosi presso il Liceo Manzoni, i falchetti approdano in un altro degli storici istituti del capoluogo.
Giovedì 9 marzo alle ore 9.30 una delegazione della Casertana incontrerà gli studenti del Liceo Sportivo di via Roma. Una mattinata all’insegna dei colori rossoblu che si strutturerà in due momenti: prima un incontro nell’Aula magna per discutere di sport e presentarsi agli studenti, poi si passerà in uno dei campi a disposizione dei Salesiani per una seduta di allenamento agli ordini del tecnico Andrea Tedesco e del suo secondo Alfredo Cimino con gli immancabili suggerimenti di Giuseppe Materazzi, tecnico di provata esperienza prima ancora che attuale direttore generale dei falchetti. A mischiarsi tra i ragazzi ci saranno anche due calciatori rossoblu: il difensore uruguaiano Juan Manuel Ramos e l’attaccante argentino Gaston Ezequiel Corado prenderanno parte all’insolita ed originale seduta che permetterà ad alcuni degli studenti di dare qualche calcio ad un pallone in compagnia di atleti professionisti. A sostenere l’iniziativa, tra gli altri, anche una delle aziende da anni al fianco della Casertana: nell’occasione, infatti, ‘Berna’ regalerà agli studenti i suoi prodotti, altra eccellenza del nostro territorio.

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‘Il berretto a sonagli’

Il 15 marzo le classi quinto classico e quinto scientifico si recheranno presso il teatro ‘La Perla’ di Napoli, per vedere la rappresentazione scenica del ‘Berretto a sonagli’, nota opera di Pirandello. La commedia fu composta dapprima in dialetto siciliano nel 1916 e in seguito in italiano  nel 1925,che fu poi la versione ufficiale.Il tema […]

Il 15 marzo le classi quinto classico e quinto scientifico si recheranno presso il teatro ‘La Perla’ di Napoli, per vedere la rappresentazione scenica del ‘Berretto a sonagli’, nota opera di Pirandello. La commedia fu composta dapprima in dialetto siciliano nel 1916 e in seguito in italiano  nel 1925,che fu poi la versione ufficiale.Il tema principalmente trattato è quello della gelosia, esaminata in chiave umoristica. Gli accompagnatori saranno il professore Vincenzo Piscitelli (docente d’italiano del quinto classico) e la professoressa Mariangela Brancaccio (docente d’italiano del quinto scientifico). La regia sarà  quella di Paolo Spezzaferri. Il riadattamento sarà quello di Edoardo De Filippo, che lo riarrangiò in dialetto napoletano nel 1936.  In seguito sarà pubblicato un resoconto dell’esperienza.

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Dolore e tristezza per la scomparsa del giovane Francesco!

Oggi è stata celebrata la messa per il funerale di Francesco Goglia, il giovane casertano di appena 18 anni scomparso la mattina del 29 gennaio dopo una lunga lotta contro una malattia. Il giovane frequentava la 5°C del liceo scientifico Armando Diaz di Caserta. Questa mattina e quella di ieri alcune scuole di Caserta, a […]

Oggi è stata celebrata la messa per il funerale di Francesco Goglia, il giovane casertano di appena 18 anni scomparso la mattina del 29 gennaio dopo una lunga lotta contro una malattia. Il giovane frequentava la 5°C del liceo scientifico Armando Diaz di Caserta. Questa mattina e quella di ieri alcune scuole di Caserta, a  viva richiesta degli studenti: Giannone, Manzoni, Diaz e Salesiani hanno voluto onorare la sua memoria con un minuto di silenzio. Circa due settimane fa il ragazzo aveva subito un intervento che aveva riacceso le speranze nei suoi cari ma purtroppo, domenica mattina, è arrivata la tragica telefonata da Roma dove il ragazzo era ricoverato.

A volte ci chiediamo che senso possa avere la vita quando assistiamo a scomparse così incredibilmente premature che segnano la vita di tutti i ragazzi che sono stati con lui nei tempi felici, così come in questo tempo di sofferenza.

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Il peso del ricordo

Il 27 gennaio come ogni anno ricorrerà l’anniversario in particolare delle stragi naziste e in genere di tutte le stragi avvenute negli anni della seconda guerra mondiale. Come ogni anno gli alunni dell’istituto saranno impegnati in attività che andranno dal semplice ricordo alla visione di un film passando per un dibattito,per ricordare i tragici accadimenti che […]

Il 27 gennaio come ogni anno ricorrerà l’anniversario in particolare delle stragi naziste e in genere di tutte le stragi avvenute negli anni della seconda guerra mondiale. Come ogni anno gli alunni dell’istituto saranno impegnati in attività che andranno dal semplice ricordo alla visione di un film passando per un dibattito,per ricordare i tragici accadimenti che hanno segnato l’intera umanità. A coordinare queste attività saranno specialmente i docenti dell’area umanistica, così come voluto dal preside. Questi momenti di formazione delle anime dei giovani dovrebbero essere sempre presenti per una maturazione della società globale.

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Le origini della festa di Halloween

Halloween viene spesso associato alle immagini della zucca illuminata dall’interno (la cosidetta jack o’Lantern) oppure al tradizionale trick or treat, quando bambini mascherati bussano ad ogni porta per chiedere dolcetti e caramelle. La festività del 31 Ottobre ha radici molto antiche che risalgono ad un’antica celebrazione pagana di origine celtica, soprannominata Samhain. Le popolazioni pagane […]

Halloween viene spesso associato alle immagini della zucca illuminata dall’interno (la cosidetta jack o’Lantern) oppure al tradizionale trick or treat, quando bambini mascherati bussano ad ogni porta per chiedere dolcetti e caramelle. La festività del 31 Ottobre ha radici molto antiche che risalgono ad un’antica celebrazione pagana di origine celtica, soprannominata Samhain. Le popolazioni pagane del Nord Europa consideravano questo giorno dell’anno la fine dell’estate, in cui ogni membro delle tribù si riuniva attorno al Fuoco Sacro sia per ringraziare le divinità sia per commemorare gli spiriti degli antenati morti. Questi riti vennero influenzati dalla conquista romana e la successiva evangelizzazione di quelle terre che portò ad una sorta di cristianizzazione della celebrazione con l’introduzione del Giorno d’Ognissanti verso la fine del IX secolo. Tuttavia l’antico rito non fu esautorato del tutto, non a caso venne istituzionalizzato il Giorno dei Morti, alludendo al culto dei morti legato alla cultura celtica. Nell’ Ottocento, in Irlanda, ci fu una grande epidemia che costrinse molti irlandesi ad emigrare negli Stati Uniti, formando una massiccia comunità che portò alla diffusione di numerosi costumi, tra cui proprio Halloween. Da quel momento la festa sarà pubblicizzata in spot e film e si affermerà definitivamente come momento di aggregazione e divertimento.

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Per amore del mio popolo non tacerò

Don Peppe Diana è stato un modello di legalità e di lotta contro la criminalità organizzata e quel sistema che spadroneggia la nostra terra e che, solo con un esempio come lui, è possibile sconfiggere. Quest’anno è ricorso l’anniversario dell’uccisione di Don Giuseppe Diana, conosciuto da tutti come “Don Peppe”. Assegnato alla Chiesa di San Nicola […]

Don Peppe Diana è stato un modello di legalità e di lotta contro la criminalità organizzata e quel sistema che spadroneggia la nostra terra e che, solo con un esempio come lui, è possibile sconfiggere.

Quest’anno è ricorso l’anniversario dell’uccisione di Don Giuseppe Diana, conosciuto da tutti come “Don Peppe”. Assegnato alla Chiesa di San Nicola a Casal di Principe, si rese immediatamente conto della gravità della situazione in cui il suo paese e in generale l’intero Agro aversano vigeva, egemonizzato dal clan dei Casalesi guidato da Francesco Schiavone e completamente abbandonato dalle istituzioni. Don Diana invece non si piegò, comprendendo che la sua gente aveva bisogno di lui ora più che mai. Alle parole della predica, decise di far seguire i fatti, creando un centro di accoglienza, negando i sacramenti a persone colluse con la camorra, e ribellandosi a questa barbara logica criminale in una serie di scritti intitolati Per amore del mio popolo non tacerò, da cui ho preso il titolo per questo articolo; in esso denuncia la camorra come una forma di terrorismo, uno stato parallelo che ha imposto le sue leggi inaccettabili a causa della deficienza delle istituzioni civili. Don Diana è un esempio di “ Chiesa attiva” che non limita il suo impegno pastorale alle sole funzioni celebrative, bensì ampliando il suo impegno al bene della comunità, come fecero prima di lui Don Pino Puglisi, impegnato per difendere i bambini del quartiere Brancaccio di Palermo dalle grinfie dei mafiosi per poi essere assassinato, e Oscar Romero, energico arcivescovo di San Salvador ammazzato perché si oppose alla dittatura militare nel suo paese. Don Diana fu ucciso il giorno del suo onomastico, mentre si preparava per celebrare la messa. La sua morte non ha segnato la fine, bensì solo l’inizio: oggi molte associazioni, scuole, comitati portano il suo nome. Il loro obiettivo è perseguire la strada che don Peppe ha tracciato e dimostrando che il suo sacrificio non è stato vano.     

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